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Reggio Emilia, blitz dei cittadini per salvare i tassi di piazza Roversi

Luciano Salsi
Reggio Emilia, blitz dei cittadini per salvare i tassi di piazza Roversi

Prima hanno transennato la zona poi sono stati appesi biglietti di protesta. Nel quadro del progetto del Ducato estense gli alberi saranno piantati altrove

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REGGIO EMILIA. Prima hanno cercato di transennarli. Poi hanno incominciato a decorarli come alberi di Natale con biglietti di protesta. Così alcuni cittadini cercano di salvare i tre vistosi tassi di piazza Roversi, nota anche come piazza del Cristo, che il Comune pensa di ripiantare altrove nel quadro del contestatissimo progetto “del Ducato estense”, destinato a modificare l'assetto urbanistico dell'antico alveo del Crostolo lungo via Ariosto e corso Garibaldi fino a piazza Gioberti.

Il blitz è stato compiuto ieri mattina con una striscia di nastro segnaletico legata alla chetichella intorno alle tre voluminose piante per significarne l'intoccabilità. Il gesto, però, non poteva passare inosservato, a così breve distanza dal Municipio. Poco dopo la Polizia municipale è intervenuta per rimuovere la simbolica recinzione con una motivazione formalmente ineccepibile.

«Si ricorda – spiega il Comune – che è vietato a norma di legge occupare abusivamente lo spazio pubblico con delimitazioni dello stesso e utilizzo di dispositivi che facciano pensare a crolli delle piante o a situazioni di pericolo inesistenti, che possono creare situazioni di allarme del tutto ingiustificate e sanzionabili». Altri contestatori, però, hanno subito messo in atto un piano alternativo, appendendo i primi biglietti sulle folte, basse chiome sempreverdi: »Invitiamo tutti i cittadini – annuncia Giuseppe Zironi, portavoce del malcontento – ad appendere sui tassi un biglietto leggibile con un pensiero, un’espressione di protesta o di ricordo».

Nel primo pomeriggio le piante avevano già assunto un aspetto quasi natalizio, attirando la curiosità dei passanti e delle persone ferme alla vicina fermata degli autobus.

Potrebbe essere un’affissione non autorizzata, ma hanno motivo di compiacersene gli 853 firmatari della petizione “Piazza del Cristo da salvare” indirizzata al sindaco Luca Vecchi, che denunciano la «drastica riduzione del verde», oltre a contestare il progetto anche sotto il profilo della pavimentazione e della viabilità.

Il Comune ribatte che il verde sarà raddoppiato: «Al posto delle attuali otto piante ne saranno collocate sedici, di cui quattordici (lecci capitozzati) sul lato di palazzo Rangone e altre due (tigli) sul fronte opposto. Tra due mesi gli alberi attualmente presenti verranno ripiantumati altrove. I cittadini possono dare suggerimenti su dove ricollocarli scrivendo all'indirizzo Urp del Comune».

Non è detto, però, che l'operazione abbia successo. Ne ha poca fiducia Ugo Pellini, il rappresentante del Comune nella Consulta verde, il quale, senza mettere in discussione il progetto complessivo, suggerisce altre soluzioni dal punto di vista botanico:

«Ho in mente – spiega Pellini – la sorte toccata ai sei tassi che si trovavano in piazza Martiri del 7 Luglio dietro al monumento al Partigiano. I tre ripiantumati nel vicino Parco del Popolo sono seccati dopo tre mesi, gli altri tre dopo quattro o cinque. Non si capisce perchè quelli di piazza Roversi non possano rimanere dove sono. Inoltre si dovrebbero considerare gli alti costi del trapianto. I progetti che salvano l'esistente sono più belli».

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