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“Vola” in Uruguay il libro dello scrittore Marco Montipò

MASSIMO BASSI
“Vola” in Uruguay il libro dello scrittore Marco Montipò

“Scandiano e la Grande Guerra” narra la storia di un volontario  che morì nei combattimenti. Un suo discendente che vive in  Sudamerica ne chiede una copia

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SCANDIANO

Uno di quei successi che varcano gli oceani. È il destino toccato al libro di Marco Montipò "Scandiano e la Grande Guerra", edito da Terra e Identità, volume che narra quello che accadde a Scandiano – e agli scandianesi arruolati nell'esercito – durante il primo conflitto mondiale.

il libro vola in Uruguay

Presentato ufficialmente lo scorso aprile, ne è stata ora richiesta una copia da Montevideo, capitale dell'Uruguay. Va detto subito che si tratta di una richiesta del tutto particolare. Ad acquistare il libro è stato Mario Polisceni, il quale «porta il nome di un suo prozio – spiega Marco Montipò – che partì volontario da Scandiano durante la Grande Guerra e morì nell'agosto del 1916».

«La pubblicazione di questo libro – continua lo scrittore 36enne scandianese, studioso di storia locale – mi sta dando infinite soddisfazioni: dal successo della presentazione a quello delle vendite fino alle tante persone che mi fermano per Scandiano per parlarne».

«grande soddisfazione»

E adesso il “salto” oltre oceano: «Il papà di Mario Polisceni – prosegue Montipò – era nipote di quel giovane volontario, nato a Scandiano nel 1917, e dopo la seconda guerra mondiale si trasferì nelle Americhe. In famiglia, però, la storia di questo prozio è andata perduta. Proprio grazie alle mie ricerche, e alle mie pubblicazioni, quel giovane volontario ha tornato a far parlare di sé». Mario Polisceni, venuto a conoscenza della pubblicazione attraverso il blog di Montipò, gli ha inviato una email che iniziava così: «Ho appena letto questo meraviglioso articolo sul mio avo, di cui non avevo conoscenza». «La famiglia Polisceni è contenta – conclude Montipò – di avere letto quelle pagine scritte dal loro stesso avo. Io non posso che essere felice e orgoglioso di avere visto le mie storie oltrepassare l'oceano». —

MASSIMO BASSI

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