Arrestato in Svezia un anno dopo la fuga per una rapina al bar a colpi di boccale
Il tarantino Nicola Lupoli, appena uscito dalla Pulce, aggredì uno sconosciuto per rubargli portafogli e bancomat
REGGIO EMILIA
È uscito dal carcere della Pulce di Reggio dopo aver scontato l’ennesima pena per furti e rapine. La sua presenza in città era quindi causale per Nicola Lupoli, 43enne tarantino pluripregiudicato uscito dal carcere il 2 febbraio del 2017. Finalmente libero, decide forse di festeggiare e va in un bar, in pieno centro storico a Reggio Emilia, ordina una birra media ma che non la finisce perché poco dopo fracassa il pensate bicchiere di vetro sulla testa di un anonimo cliente che gli sta vicino. Una scena che gela i titolari e gli altri clienti per grado di violenza e determinazione. Poco dopo verrà fuori la verità: non era un gesto folle fine a se stesso, bensì una rapina da parte del ladro che aveva probabilmente bisogno di soldi dopo il carcere e che se n’è infine scappato all’estero, in Svezia, da dove è partito l’aereo che due giorni fa lo ha riportato in Italia, estradato per subire il processo per la violenta aggressione a Reggio.
LIBERO MA SENZA SOLDI
A chiudere il cerchio sul rapinatore è stata la Squadra mobile di Reggio, che ha portato avanti le indagini coordinate dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani. L’identificazione non è stata semplice anche perché la vicenda aveva dei lati bui. È il 3 febbraio 2017 e Lupoli, che è a Reggio Emilia solo di “passaggio” per motivi di carcerazione, entra nel bar e ordina. Poi, con un solo colpo, fracassa il bicchiere sulla testa di un reggiano che non aveva mai visto prima. Lo si vede nella prova principe, il filmato delle telecamere interne poi consegnato dai gestori cinesi del bar di via Emilia San Pietro. Nessuno conosce ancora l’identità di Lupoli ma il filmato svela che il vicino, poco prima, paga la consumazione mostrando i contanti nel portafogli. Lupoli, si verrà poi a sapere, era appena uscito dal carcere, squattrinato e bisognoso di soldi. Quelli che vede sono a portata di mano. Per prenderli colpisce il cliente, che cade all’indietro. Lupoli gli si fa ancora addosso, rubandogli portafogli e bancomat mentre la vittima è a terra. Uno dei banconieri si fa vicino ma Lupoli tira un altro calcio alla vittima a terra e prende poi la porta. Prima di uscire, però, si gira verso l’uomo rimasto dietro al banco e sembra fargli il gestore delle dita negli occhi. Un avvertimento, secondo la polizia, che ha avuto probabilmente il suo effetto.
IL CERCHIO SI CHIUDE
La questura sa della violenta aggressione dal pronto soccorso del Santa Maria Nuova. Non dal bar, quindi, dal quale la Squadra mobile preleva poi il filmato senza cavarne fuori il nome dell’aggressore, che nel frattempo però preleva con il bancomat della vittima. Tracce elettroniche messe poi in fila. Si scopre infatti che si tratta di Lupoli, immortalato anche dal video dello sportello bancomat. Scappa all’estero ma viene segnalato all’Interpol e infine arrestato in Svezia, un anno dopo, per rapina impropria di pc con borsa schermata in un supermercato. Sconta tre mesi di pena lì e viene rimpatriato. Ora si trova a Rebibbia in attesa del processo. —
ENRICO LORENZO TIDONA
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