Blitz contro la banda cinese In manette un 48enne
Si nascondeva a Reggio uno dei cinque componenti accusati di violente rapine ai danni di connazionali fra Gorizia e Mantova
REGGIO EMILIA
Rapinavano i connazionali armati di pistole e machete: con questa accusa i carabinieri hanno arrestato nella notte cinque cittadini cinesi. Furti e rapine venivano compiuti con particolare violenza al punto da ricordare le modalità usate dalla mafia cinese. Il blitz è scattato congiuntamente a Napoli, Mestre (Venezia), Padova, Poggio a Caiano (Prato), Campi Bisenzio (Firenze) e Reggio Emilia in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Gorizia e di cinque decreti di fermo d’indiziato di delitto emanati dalla Procura della Repubblica di Gorizia. Due soggetti sono destinatari di un doppio provvedimento.
L’operazione, denominata “Crimini d'Oriente”, ha permesso di risalire ai presunti responsabili di due rapine in appartamento, a San Pier d’Isonzo (Gorizia) e Mestre, e sette furti e tentati furti a Mantova, Milano, Treviso e Rovigo a fabbriche e laboratori tessili di cinesi. Gli indagati, nei loro raid criminali, utilizzavano armi da fuoco e da taglio, tra cui coltelli a lama lunga, accette e machete e non esitavano a usare violenza sulle vittime, imbavagliate e legate con fascette di plastica. L’indagine si è rivelata particolarmente complessa in considerazione della ritrosia delle vittime a denunciare i torti, nel timore di ritorsioni. A Reggio i carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale, venerdì sera hanno arrestato in città un componente della banda, un cinese 48enne, che riuscito a sottrarsi all’arresto durante il blitz aveva trovato rifugio in un’abitazione di connazionali qui a Reggio. L'uomo è stato ristretto nel carcere di Reggio Emilia. —
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