Gazzetta di Reggio

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OMAGGIO ALL’ARTISTA SIRIANO 

Il Primo Tricolore al pianista di Yarmouk

Adriano Arati
Il Primo Tricolore al pianista di Yarmouk

Aeham Ahmad, domenica sera in concerto a FestaReggio, alle 13 riceverà l’importante riconoscimento in municipio  

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REGGIO EMILIA. Reggio omaggia il pianista di Yarmouk che suona nelle macerie della Siria devastata. Domenica il Comune di Reggio Emilia consegnerà il Primo Tricolore al musicista e scrittore Aeham Ahmad, che alla sera si esibirà a FestaReggio. La cerimonia si terrà alle 13 nella sala del Tricolore, al primo piano del municipio di piazza Prampolini, e sarà condotta dall’assessore alla Città Internazionale Serena Foracchia. All'iniziativa interverrà anche il presidente di Arci Reggio Emilia Daniele Catellani in rappresentanza del comitato Reggio for Syria. L’evento è aperto al pubblico in modo da potere condividere, per chi fosse interessato, la testimonianza di Ahmad.

La vicenda è ormai di pubblico dominio, girata in tutto il mondo grazie ai primi video di YouTube ai quali sono seguiti ulteriori approfondimenti. E la sua storia sembra davvero strappata ad un romanzo drammatico se non tragico.

Oggi 30enne, Aeham Ahmad è nato e cresciuto a Yarmouk, un sobborgo di Damasco a maggioranza palestinese. Una delle aree conquistate a metà del decennio da quello che in Europa chiamiamo Isis, l’esercito dello stato integralista islamico. Yarmouk è stata devastata, al centro di battaglie e violenze. Ahmad, pianista classico e insegnante, si è trovato in questo caos e assieme ad altri amici ha iniziato a suonare e a cantare fra i detriti per la sua popolazione.

Alla fine è rimasto solo, gli altri compagni uccisi, fuggiti o catturati. E i filmati delle sue esibizioni fra calcinacci e detriti hanno colpito l’immaginario di mezzo pianeta. Il ragazzo ha continuato nonostante tutto sino al 2015, quando il rischio è diventato insostenibile. I miliziani dell’Isis hanno incendiato quel pianoforte ormai troppo celebre, un bambino è stato ucciso mentre ascoltava il canto. Come milioni di siriani, in quell’anno è fuggito verso l’Europa, dopo un viaggio periglioso è arrivato in Germania, dove oggi vive a Wiesbaden. Nel frattempo, la sua fama è letteralmente esplosa e Ahmad si è ritrovato ad essere una stella quasi senza volerlo. E di sicuro senza desiderarlo.

Oggi Ahmad scrive e suona in mezzo pianeta, con la speranza di tornare nella sua Yarmouk e di ricominciare a insegnare musica ai bambini. La sua tappa reggiana è piuttosto attesa e ora arriva anche l’omaggio ufficiale dell’amministrazione comunale. Un ennesimo riconoscimento che si unisce ai tanti ricevuti in questi anni, fra cui l’International Beethoven Prize for Human Rights del 2015. Nell’agosto del 2016 Ahamad ha pubblicato il suo primo disco, “Music For Hope”, con musica classica unita a canto arabo, e pubblicato un libro, in Italia uscito con il titolo “Il pianista di Yarmouk” per La nave di Teseo. —




 

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