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Morto un baby capriolo, segni di violenza: indaga la Forestale

Morto un baby capriolo, segni di violenza: indaga la Forestale

L’animale era entrato in un condominio in via Scaruffi: testimoni parlano di un residente che lo avrebbe colpito

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REGGIO EMILIA. È stato trovato senza più vita, nel giardino di un condominio di via Scaruffi, a poca distanza dal parco del Mauriziano. Si tratta di un capriolo di poco più di un anno, la cui carcassa è stata segnalata al 113, che ha inviato una volante sul posto.

L’animale ha probabilmente perso l’orientamento e si è infilato nella zona residenziale della prima periferia. Un episodio come tanti, terminato però con la morte del capriolo, che riportava dei segni sul corpo. Non solo: ci sarebbero alcune persone che hanno segnalato un uomo che avrebbe colpito con un palo il giovane esemplare, che era impietrito.

LE INDAGINI. La morte dell’animale deve essere stata causata dall’acido che il loro corpo rilascia quando sono spaventati. L’animale, infatti, si irrigidisce e resta fermo anche per diverso tempo quando viene spaventato, mentre il liquido agisce sul cuore e lo porta lentamente alla morte.

Sul posto si è recata anche una pattuglia dei carabinieri forestali, che hanno raccolto informazioni rispetto alla vicenda. Bisogna capire, infatti, se ci sia stato un accanimento da parte della persona segnalata o se si tratta di un gesto destinato all’allontanamento del capriolo, che è però morto poco dopo nel giardino del condominio.

IL RECUPERO. Ad operare il recupero della carcassa è stato Ivano Chiapponi, incaricato dalla Provincia per i recuperi di animali selvatici. Vicino al luogo del ritrovamento c’è un pezzo di campagna, dalla quale arrivano animali che si perdono poi nell’abitato.

Gli interventi da parte di Chiapponi sono innumerevoli. Nella prima parte dell’anno erano avvenuti un serie di episodio: prima la mucca scappata dal camion che la trasportava al macello, poi il gufo reale incastrato in un’antenna parabolica, quindi la capra latitante catturata dopo quindici giorni di fuga alla Mediopadana e infine la biscia d’acqua recuperata dentro il cofano di una macchina. Infine, lo scorso aprile, un altro capriolo, un maschio adulto, era riuscito a raggiungere il centro storico provando a entrare dentro i giardini del seminario di viale Timavo, rimanendo incastrato. —

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