Bimbi maltrattati all’asilo, l’assessore: «Incontreremo i genitori»
Curioni: «È nostro compito dare loro delle risposte». «Si tratta di fatti gravissimi che non devono succedere. Ma è il comportamento di un’insegnante, la responsabilità è personale»
REGGIO EMILIA. «Questi fatti non devono e non possono accadere. Lo dico come amministratore ma ancora prima come genitore». Così Raffaella Curioni, assessore a educazione e conoscenza del Comune di Reggio, stigmatizza fermamente quanto appreso da pochissime ore: il procedimento in corso contro un’insegnante della scuola dell’infanzia Malaguzzi in base all’ipotesi di reato di maltrattamenti nei riguardi dei bambini di una sezione.
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Fatti gravissimi avvenuti all’interno di una istituzione che rappresenta da decenni in tutto il mondo un fiore all’occhiello per Reggio Emilia...
«Il punto non è questo. I fatti di cui parliamo, ribadisco, non devono e non possono accadere a prescindere dalla scuola di cui si parla. Noi, come è giusto che sia, ci prendiamo le nostre responsabilità. E il fatto che l’insegnante sia stata immediatamente sospesa dalla sua attività e allontanata da qualsiasi scuola faccia capo al Comune lo dimostra. Ma voglio anche sottolineare che si tratta di un’insegnante che ha avuto comportamenti non corretti e la responsabilità, in questo senso, è assolutamente personale».
Se capire certi comportamenti è impossibile è però possibile ragionare su cosa poter fare per evitarli.
«All’interno dell’Istituzione scuole e nidi d’infanzia ci sono numerosi momenti collegiali, di confronto e di dibattito. Così come c’è la massima attenzione rispetto a una formazione degli insegnanti che non riguarda solo l’aspetto didattico. Cerchiamo inoltre di garantire, per quanto ci è possibile, il turn-over, nella consapevolezza che stiamo parlando di una professione che può diventare con il passere degli anni logorante e faticosa».
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Che dire ai genitori investiti da questa bufera?
«Incontreremo al più presto le famiglie che hanno bisogno di risposte, di certezze, di essere accompagnati nel cammino attraverso i loro dubbi. Così come è nostro compito dare risposte alla città che deve essere tranquillizzata».
Anni fa, in consiglio comunale, era stata bocciata la proposta di installare un sistema di videosorveglianza nelle scuole. Oggi Roberta Rigon, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, reintroduce il tema. Le cosa ne pensa?
«Io non sono nè contraria nè favorevole alla videosorveglianza in sè. Ma sono profondamente convinta che la fiducia nell’ambito educativo non debba costruirsi su un’illusione di sicurezza. Perché da un lato ci sarà sempre qualche pertugio dove la telecamera non potrà entrare, dall’altro l’educazione è qualcosa di molto più complesso. Dobbiamo, come città, avere l’ambizione di potere lavorare sulla fiducia». —
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