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È morto il barbiere e naïf Sergio Bianchi Ballano

A.V.
È morto il barbiere e naïf Sergio Bianchi Ballano

Aveva 83 anni. La sua vita dedicata al lavoro e alla pittura. Nel 1975  venne premiato da Zavattini  assieme a Romolo Valli

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BRESCELLO

Quando si passava davanti al suo negozio era impossibile non fermarsi a fare due chiacchiere, attirati dai colori sgargianti dei suoi quadri appesi su tutte le pareti. Al centro della stanza, la mitica sedia da barbiere sulla quale si sono sedute migliaia di persone. Adesso il locale di Lentigione in cui Sergio Bianchi Ballano tagliava i capelli e dipingeva è vuoto: il barbiere con la passione per l’arte naïf è morto a 83 anni.

Aveva iniziato a lavorare da garzone a soli 10 anni e per tutta la vita ha fatto barba e capelli agli abitanti di Lentigione, che consideravano la sua piccola bottega una seconda casa, nella quale trascorrere qualche ora in compagnia. Ma la passione di Sergio non era soltanto legata alla sua professione: l’arte lo ha accompagnato per circa quarant’anni, e centinaia sono i quadri naïf realizzati in tutto questo tempo. Come ogni naïf che si rispetti, amava raffigurare paesaggi rurali che gli ricordavano la sua infanzia, accompagnati da colori vividi e piacevoli. Uno dei riconoscimenti più importanti risale al 1975, quando ricevette il premio Ligabue a Gualtieri, nella sala da ballo che allora si chiamava 501. A consegnargli l'attestato furono nientemeno che Cesare Zavattini e Romolo Valli, che poi vennero anche in negozio per osservare da vicino la sua produzione. Con orgoglio, Sergio amava ripetere che in quell’occasione “Zà” lo definì un «naïf vero».

Qualche anno fa venne colpito dalla perdita della moglie e nel dicembre scorso – come tutti i lentigionesi – soffrì molto per l’alluvione. Il suo negozio venne allagato, così come la casa, e per qualche giorno dovette trasferirsi. Lascia i figli Lorenzo e Cinzia.

I funerali si svolgeranno domani alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di Lentigione, mentre questa sera, sempre in chiesa, verrà recitato il rosario, alle 20.30. La famiglia chiede di devolvere eventuali offerte in sua memoria all’Assistenza Pubblica di Parma. —

A.V.

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