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lotta allo spaccio 

La polizia incenerisce 43 chili di stupefacenti

Leonardo Grilli
La polizia incenerisce 43 chili di stupefacenti

La droga distrutta è il frutto dei sequestri eseguiti dagli uomini della Mobile nel 2018: un milione il valore sul mercato

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reggio emilia

La polizia reggiana manda in fumo un milione di euro. Che, detta così, sembrerebbe una cosa negativa se non fosse che ad essere distrutti sono stati 43 chili di droga, tolti dalla strada grazie al lavoro degli uomini della squadra mobile.



In tutto sono stati inceneriti, con il nullaosta dell’autorità giudiziaria, 23 chili di cocaina, 18 di marijuana e 2,5 chili di hascisc. In termini economici un vero tesoro, se si pensa che venduto al dettaglio avrebbe fruttato oltre un milione.



Accanto ai sequestri in questi otto mesi sono cresciuti anche gli arresti eseguiti dalla Mobile per reati connessi al traffico di droga. Sono stati 41 i criminali finiti in manette, cifra che da sola rappresenta il 42% degli arresti del reparto.



Un mercato, quello dello spaccio di droga, che storicamente viene spartito per tipologia di stupefacente e per etnia. A spiegare la situazione attuale a Reggio Emilia è lo stesso dirigente della Mobile, Guglielmo Battisti: «Partendo dalla cocaina al minuto, secondo quanto abbiamo riscontrato la spacciano malviventi italiani e marocchini, mentre gli albanesi sembra che riforniscano di droga i pusher di basso livello. Una cosa a parte è l’enorme sequestro fatto a Novellara, che vede coinvolti due reggini. La cocaina degli spacciatori africani invece, che solitamente spacciano al minuto ma stanno cercando di emanciparsi dalle altre etnie, è di qualità più bassa e ha un costo bassissimo, alla portata di tutti. Per questo storici assuntori di eroina spesso sono anche loro clienti».



Per quanto riguarda invece la marijuana, prosegue Battisti, «il grosso sembra gestito da malviventi africani: gambiani per lo spaccio al minuto e nigeriani per lo smercio di grossi quantitativi. L’hascisc è ancora monopolio di spacciatori marocchini, e rilevante è stato il sequestro del “pongo”, mai visto prima a Reggio. L’eroina, infine, rimane per lo più in mano a spacciatori tunisini». —



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