«Necessarie le telecamere per sorvegliare le insegnanti»
La consigliera comunale ha presentato un’interrogazione urgente chiedendo quel sistema di videosorveglianza bocciato due anni fa in Sala Tricolore
REGGIO EMILIA
Era l’ottobre del 2016 quando, in sala Tricolore, Pd e Sel respinsero la mozione presentata da Forza Italia con la quale si chiedeva a sindaco e giunta, in seguito a vicende riportate a suo tempo su maltrattamenti avvenuti in una scuola materna del Reggiano, di installare delle telecamere negli asili e nelle scuole dell’infanzia del Comune e nelle case di riposo.
La mozione fu respinta con 16 voti contrari (Pd e Sel), 2 voti a favore (Forza Italia) e l'astensione di sei consiglieri (M5S e le due Liste civiche), mentre la Lega al momento del voto era assente. Una votazione che vide da un lato il gruppo consiliare Pd reggiano votare in difformità rispetto a quanto fatto dall’allora gruppo parlamentare della Camera, ma in linea con quanto fatto dal Pd in Regione, mentre Sel e M5S mantennero anche a Reggio la stessa posizione espressa a Roma.
A tornare sull’argomento è ora Roberta Rigon, consigliere comunale di Fratelli d’Italia: «La notizia dei maltrattamenti subiti dai bambini di una scuola dell'infanzia della città – scrive infatti Roberta Rigon – che hanno portato il tribunale, in seguito alle indagini dei Carabinieri, alla sospensione e interdizione all'insegnamento per sei mesi della maestra che le ha perpetrate, è di una gravità assoluta. Se non riusciamo a tutelare i bambini che frequentano le nostre scuole, nonostante i proclami mirabolanti e i progetti all'avanguardia, allora siamo una comunità fallita. Ho presentato in questo senso un'interrogazione urgente per avere chiarimenti in merito a quanto accaduto e conoscere cosa intenda fare la giunta del Comune di Reggio Emilia per tutelare i bambini. Per quanto mi riguarda sarebbe necessario un sistema di videosorveglianza nelle scuole e nelle case di riposo. I più fragili devono essere protetti».
Nell’interrogazione urgente, Rigon chiede in particolare, oltre all’introduzione delle telecamere nelle scuole comunali e nelle case protette «se la giunta fosse a conoscenza dell’indagine in corso; se non ritenga di procedere a propri accertamenti riguardo al fatto che le altre maestre non avessero rilevato alcun comportamento scorretto o lesivo nei confronti dei bambini frequentanti l’istituto; quali iniziative sono attualmente messe in campo per prevenire comportamenti di questo genere; quali provvedimenti o iniziative intenda assumere per evitare il ripetersi di tali gravi avvenimenti» e, per finire, «se non ritenga di aver quantomeno sottovalutato il rischio che si verificassero fatti di tale gravità». —
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