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Bambini maltrattati Parla l’avvocato della maestra «È molto provata»

Leonardo Grilli
Bambini maltrattati Parla l’avvocato della maestra «È molto provata»

Oggi l’interrogatorio di garanzia dell’insegnante indagata Il difensore Giovanni Tarquini: «Spiegheremo ogni episodio»

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Travolta da «un’aggressione mediatica», l’insegnante 55enne accusata di aver maltrattato i bambini di una classe della scuola dell’infanzia del Centro Internazionale Loris Malaguzzi è ora «molto provata». Ma risponderà «in sede processuale, spiegando ogni singolo episodio». È questa la sintesi del discorso dell’avvocato difensore della donna, Giovanni Tarquini, alla vigilia dell’interrogatorio di garanzia a cui sarà sottoposta oggi la sua assistita, raggiunta da una misura cautelare di interdizione dai pubblici uffici e divieto di insegnare in qualsiasi scuola per sei mesi.



«La signora – esordisce il legale del foro reggiano – è molto provata dall’aggressione mediatica che si scatena tipicamente in queste fasi. Ovviamente è difficile per chiunque dover subire una notizia improvvisa e così pesantemente divulgata». Prima dell’interrogatorio di garanzia, come di consueto, l’avvocato ha poi spiegato di voler mantenere la «massima riservatezza» sulla vicenda e che, «in sede processuale, siamo proiettati verso la spiegazione di ogni singolo episodio».



Questa mattina la 55enne comparirà, accompagnata dal suo legale, davanti al gip Luca Ramponi per l’interrogatorio di garanzia. Si tratta di un momento fondamentale del procedimento penale, in quanto rappresenta il primo vero contatto che la persona sottoposta a misura cautelare ha con il giudice, a garanzia del suo diritto alla difesa. In questa sede l’autorità giudiziaria, come previsto dalla legge, contesterà all’indagata il fatto che le è stato attribuito – ovvero i maltrattamenti – rendendole note le prove raccolte e comunicandole le fonti, se questo non compromette le indagini. La 55enne sarà quindi invitata a esporre quanto ritiene utile per la sua difesa, ricevendo le eventuali domande direttamente dal giudice. Se, e cosa, la maestra vorrà dire al gip Ramponi dipenderà solo da lei, su cui pende anche l’avvio di un procedimento disciplinare da parte del Comune, che ha sospeso la donna dall'esercizio dell'insegnamento in ogni scuola e l’erogazione dello stipendio.



Ad avviare il lavoro degli inquirenti è stata la madre di una delle bambine seguite dalla maestra quando, ad aprile, si è accorta del disagio della figlia al momento di entrare a scuola. Dopo aver ascoltato i racconti della piccola, la donna si è quindi presentata ai carabinieri per presentare denuncia. I militari hanno subito fatto partire le indagini, coordinate dalla pm Stefania Pigozzi, finché a maggio, sulla base di una serie di elementi raccolti, si è deciso di installate alcune telecamere nascoste nell’area della scuola del Centro Malaguzzi. Ed è sulla base dei filmati che sarebbe emersa una realtà inquietante. Ad essere maltrattata, fisicamente e psicologicamente, non è solo la bimba dalla quale è iniziata l’indagine ma l’intera classe – dieci bambini – , nei momenti in cui la donna restava sola in classe, all’insaputa delle colleghe.



Giovedì scorso, nonostante il pm avesse chiesto gli arresti domiciliari, su decisione del gip la 55enne è stata colpita dalla misura cautelare della sospensione dell’esercizio in ufficio pubblico per 6 mesi, con il divieto per altrettanti mesi di svolgere l’attività di insegnante presso qualsiasi scuola. Ora l’insegnante, considerata da tutti fino a pochi giorni fa una figura professionale esperta e competente, dovrà rispondere di quanto registrato dalle telecamere: bambini strattonati con violenza, rovesciati dalla brandina per il pisolino e presi a pizzicotti così forti da lasciare i lividi. —



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