Assolto lo zio che abusava della nipote di 8 anni
Il gup conferma la perizia: è incapace di intendere e di volere. Ma applica la misura di sorveglianza in comunità per un anno
VAL D’ENZA Assolto perché completamente incapace di intendere e volere. Ma il giudice dell’udienza preliminare, Luca Ramponi, ha applicato la misura di sicurezza della restrizione in comunità.
Finisce così la raccapricciante vicenda processuale che vedeva alla sbarra uno zio - disabile - accusato di violenza sessuale nei confronti della nipotina (figlia della sorella), quando la piccola aveva meno di 8 anni.
Questa era anche la richiesta del pubblico ministero, Valentina Salvi, e della parte civile, rappresentata dall’avvocato Marco Scarpati. Che però hanno puntato anche sulla pericolosità dell’imputato.
È sulle perizie che si è giocato il procedimento. Quelle che hanno dovuto stabilire la capacità o meno dell’imputato, all’epoca dei fatti 52enne, di intendere e volere. Una prima perizia aveva stabilito la sua incapacità a partecipare al processo, una seconda invece aveva stabilito che lo fosse, tanto è vero che il processo è stato celebrato con rito abbreviato, dove a rappresentare l’uomo è arrivato l’avvocato Gianluca Tincati, del Foro di Rimini. Fino alla perizia del dottor Rivellini, incaricato dal gup, che nell’udienza del giugno scorso ha certificato nero su bianco che l’imputato è incapace di intendere e volere. Mentre non ha considerato pericoloso l’imputato Non poteva dunque essere diversa la sentenza pronunciata ieri dal gup. Ma il gup Ramponi ha comunque disposto che l’uomo resti nella comunità in cui ormai da qualche anno vive, ma ora in regime di sorveglianza, per un anno. Dopo di che, di anno in anno questa condizione potrà essere rivalutata.
La vicenda risale al periodo che va dal 2010 e al 2013. Tre anni d’inferno, secondo il capo d’imputazione e a quanto racconta e sta continuando a raccontare la vittima a mano a mano che cresce e che prende consapevolezza di quanto ha vissuto. Quando lo zio materno l’aveva messa al centro delle sue morbose attenzioni sessuali, costringendola a violenze brutali. Verità terribili che lentamente sono emerse dai suoi racconti, ora che la giovanissima si trova finalmente lontano dal parente. Il quale, secondo le perizie, avrebbe la capacità di intendere e volere di un bambino di otto anni. —
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