Gazzetta di Reggio

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MALTRATTAMENTI AL MALAGUZZI 

I genitori dei bimbi sbigottiti e increduli «Vogliamo capire cosa è accaduto»

Chiara Cabassa
I genitori dei bimbi sbigottiti e increduli «Vogliamo capire cosa è accaduto»

Mamme e papà convocati ieri da Comune e Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia per confrontarsi sulla delicata situazione 

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REGGIO EMILIA

Preoccupati, sorpresi ma soprattutto increduli. I genitori convocati ieri pomeriggio al Malaguzzi da Comune e Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia con lo scopo di affrontare il tema della maestra finita sotto indagine per presunti maltrattamenti nei confronti di alcuni bambini di 4 anni sono letteralmente sbigottiti. Ma non hanno paura di parlare. Anzi.



Una quindicina i genitori che hanno risposto all’appello incontrando gli assessori comunali Raffaella Curioni (Educazione e Conoscenza) e Serena Foracchia (Internazionalizzazione) oltre a Paola Cagliari, direttrice dell’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia. Prima di entrare, quasi tutti ci hanno manifestato la loro incredulità. A parte una coppia di genitori che arriva piuttosto agguerrita e che, senza paura di scoprire troppo le carte, ci apostrofa con un «parleremo solo in presenza del nostro avvocato».



«Io ho due figli che hanno avuto la maestra ora sotto accusa – ci dice stupito un papà – e quando ho saputo delle pesanti accuse sollevate nei suoi confronti sono davvero caduto dalle nuvole. Io non posso che parlare bene di questa insegnante. Comunque sono qui per capire». Dello stesso tenore le parole di una giovane mamma: «Non ci posso credere, non ho mai avuto nessun sospetto, a questo punto quello che pretendo è di vedere le immagini incriminate. Tra l’altro è una maestra di grande esperienza». Non ha dubbi un’altra mamma che, anzi, ha una particolare stima per l’insegnante sotto accusa: «Guardi, mio figlio racconta tutto. Quando era al nido un giorno mi ha raccontato che una maestra l’aveva picchiato: sono andata a scuola e parlando con l’insegnante ho capito che non era proprio andata così. Per dire che il mio bambino racconta tutto e di più, e se avesse subito o avesse assistito a maltrattamenti, sicuramente l’avrebbe detto a casa».



«Noi – confermano due genitori – abbiamo saputo della maestra sospesa sulla chat della classe. La madre che ha denunciato la maestra con noi non aveva mai parlato, non aveva mai espresso dubbi, eppure a scuola ci vediamo tutti i giorni. Tutto questo mi sembra molto strano. È andata dai carabinieri senza prima confrontarsi con gli altri genitori. A parte il fatto che io l’ho sempre considerata una maestra perfetta». Fin qui la posizione dei genitori che, pur preoccupati per una situazione che andrà chiarita, si dimostrano piuttosto scettici su quanto sarebbe accaduto nella sezione dei loro bambini. Mentre ieri mattina, in tribunale, l’insegnante è stata sottoposta all’interrogatorio di garanzia.



A esprimere «piena condanna per i gravi fatti che se confermati non possono che destare sconcerto nell’opinione pubblica e discredito nei confronti dei lavoratori dell'Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia di Reggio Emilia» è la Cgil attraverso Paolo Consolini della Funzione Pubblica. «Il valore del lavoro pubblico e la qualità dei servizi sono temi identitari per la nostra categoria – conclude – per questo auspichiamo che sia fatta piena luce su quanto accaduto a salvaguardia di una realtà come quella dell'Istituzione composta da centinaia di lavoratrici e lavoratori che con passione e professionalità operano nei servizi educativi reggiani». —





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