Gazzetta di Reggio

Reggio

festareggio 

Minniti: «Salvini infantile, gioca con il mondo»

Roberto Fontanili
Minniti: «Salvini infantile, gioca con il mondo»

L’ex ministro dell’Interno all’attacco del Governo: «Non bisogna lasciare terreno ai nazional-populisti». Stoccate a Renzi

2 MINUTI DI LETTURA









«Salvini infantile, gioca con il mondo». Cooperazione e competizione con gli altri partner europei. E sviluppare una politica dell’Ue di investimenti in Africa. Per Marco Minniti sono l’unica strada per affrontare e governare i flussi migratori, perché «l’Italia esca dall’isolamento europeo in cui l’ha spinta l’attuale Governo».

Ma l’ex ministro degli Interni è partito dalle ultime vicende libiche che rischiano di riflettersi anche sul nostro Paese per toccare anche temi di politica italiana e problemi interni del Pd. E l’ha fatto quasi alla fine, chiedendo «un congresso ravvicinato» e indicando nelle prossime elezioni europee il terreno nel quale è in gioco il futuro stesso dell’Ue.

Che, ha aggiunto, «deve però cambiare e sburocratizzarsi, perché gli attuali equilibri mondiali hanno bisogno di una grande Europa che sia baluardo della democrazia e sappia competere alla pari con Usa, Cina e Russia». La conversazione tra l’ex ministro e il direttore de La Stampa, Maurizio Molinari, ieri a Festareggio si è snodata su due livelli.



L’esponente Pd – che per alcuni potrebbe avere i numeri per aspirare alla segreteria nazionale – tra ironia e ricordi, non ha risparmiato critiche all’attuale ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e al premier Giuseppe Conte. Ma, senza mai citarlo, qualche stoccata l’ha inviata anche a Renzi.

Come quando ha sostenuto che è «sbagliato aspettare che ci richiamino a governare, se prima non riprendiamo il dialogo con i cittadini». E per farlo, ha sottolineato Minniti stimolato dalle domande di Molinari, «il Pd e la sinistra italiane ed europea devono saper intercettare la rabbia e la paura di molti cittadini nei confronti degli immigrati e non lasciare terreno ai nazional-populisti che invece usano per i loro fini questi due sentimenti».



«Lo hanno fatto con la tragedia di Genova e con l’immigrazione», ha chiosato più volte, rivendicando però che «al momento delle dimissioni del governo Gentiloni l’immigrazione era diminuita dell’80%».



Minniti ha poi ripercorso tutta la vicenda del rapporto che l’Italia ha saputo creare con la Libia e gli accordi sottoscritti per governare i flussi migratori. Ma, ha ricordato, «ogni volta che l’Europa si dimentica dell’Africa, questo immenso continente si fa sentire».

Un’analisi a cui ha legato una critica all’Ue «per la scarsa capacità di leggere e governare i flussi migratorio»: «Ha investito 6 miliardi di euro sulla tratta balcanica e sulla Turchia e solo 50 milioni, su nostre pressioni, sull’Africa». Una riflessione da cui è partito per sottolineare che fenomeni così complessi non possono essere affrontati senza cercare accordo con gli altri paesi della Ue.



«L’accoglienza però – ha concluso Minniti – deve essere coniugata con l’integrazione. Questa è la scommessa e il Pd deve saper essere vicino a chi ha bisogno di sicurezza ascoltare che si sente insicuro nel proprio quartiere». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google