«Piazza Roversi è solo un rondò Evviva il progetto serve ai pedoni»
«Ora come ora è solo uno slargo in Ztl, con troppo traffico» Così un lettore replica all’editoriale firmato dal direttore
Riceviamo questa replica all’editoriale del direttore “Non un’altra piazza Vittoria, per favore” pubblicato nell’edizione di domenica.
LUCA MAZZALI
Caro Direttore, le scrivo questa lettera perché ho letto il suo editoriale domenicale e, trovandomi in disaccordo in alcuni passaggi del testo da lei riportati, volevo esporre il mio punto di vista.
Nell’editoriale Lei sostiene che per sviluppare un ragionamento sulla ventura riqualificazione di piazza Roversi bisognerebbe utilizzare una terza via, ossia quella dell’avvenuta riqualificazione (mi perdoni la ripetizione a stretto giro) di piazza della Vittoria, da lei giudicata triste. Da qui sostiene che se questo è il modello sarebbe meglio “lasciare perdere”.
Ed è qui che mi trova in disaccordo su due aspetti.
Come si possono accostare due spazi urbani la cui sola caratteristica che condividono è quella di trovarsi dentro l’esagono delle ex mura? La riqualificata piazza della Vittoria, o meglio, la combo piazza della Vittoria+piazza Martiri del VII Luglio è un piazzale vero e proprio, un lido lastricato con trascorsi militari tra il parkfront modernista dell’Isolato San Rocco (o forse sarebbe meglio chiamarlo l’Anti-Valli) e il mare verde dei Giardini Pubblici.
Il secondo, pur anch’esso con un lato non chiuso da edifici e quindi non propriamente classificabile come piazza, costituisce un collegamento inevitabile sia tra il tessuto storico consolidato che tra i due assi viari insistenti sull’antico alveo del Crostolo. In ogni caso, per come si presenta oggi, piazza Roversi non è una piazza. Lo si chiami piazzale, rondò, ma di certo non piazza. I (pochi) pedoni che la fruiscono sono quelli che aspettano l’arrivo di uno dei tanti autobus di linea che ivi transitano, tutti gli altri si sbrigano ad attraversarla e a togliersi di mezzo, anche perché il traffico veicolare non è di certo assente (e meno male che c’è la Ztl!).
Il progetto di piazza Roversi mi piace: approvo l’idea di riqualificarla e attribuire più spazio alle funzioni pedonali rispetto a quelle veicolari (alleluia!).
Allo stesso modo trovo l’idea del pergolato formato da due filari paralleli di 7 lecci molto interessante: mi ricordano le piazze francesi che vengono utilizzate dai cittadini sia per attività mercatali che per giocare a bocce.
Come avrà capito non mi trovo d’accordo con lei quando si parla di “lasciare perdere” e parlo per esperienza personale. Negli ultimi anni mi sono ritrovato a frequentare ripetutamente un altro spazio pubblico del centro storico che negli ultimi anni ha subito un sostanziale intervento di riqualificazione: il Campo Tocci. Mi ricordo bene, da ex studente del Liceo Classico, in che stato si trovava questo piccolo angolo di verde quando oltre dieci anni fa, si decise finalmente di rigenerarlo. E ancora meglio mi ricordo come anche in quel caso l’intervento di rigenerazione venne contestato da un comitato che, per non vedere abbattuti alcuni alberi, voleva che si “lasciasse perdere”. Ora come ora Piazza Roversi non è altro che uno slargo per i (troppi) veicoli che vi transitano ed uno iato senza ripari che i pedoni che la attraversano e ben venga un intervento volto a trasformarla radicalmente l’aspetto della piazza al fine di renderla veramente tale.
In conclusione, parliamoci chiaro: la stampa, anche quella locale, è in grado di dirottare umori ed attenzioni della cittadinanza su alcuni temi piuttosto che su altri. In questi giorni abbiamo assistito alla bolla mediatica dei tassi che sabato notte si è addirittura tinta di giallo con la scomparsa dei bigliettini appesi dal comitato.
Mi auguro solamente che la ventura campagna elettorale non incominci e nemmeno verta su piazza Roversi e la triade taxiana. Anzi, ci sarebbe da piangere se questi diventassero rispettivamente la Sarajevo ed il Francesco Ferdinando della politica municipale reggiana. Sono davvero questi i temi su cui i cittadini reggiani dovrebbero confrontarsi e discutere, anche animatamente?
A livello internazionale stiamo entrando in una fase contraddistinta da una grande incertezza politica ed economica e penso che le questioni su cui le formazioni politiche che ambiscono a governare Reggio Emilia e la sua vasta municipalità per il prossimo lustro siano ben altre. L’estate 2018 volge ormai al suo termine, non è forse venuto il tempo di tornare a dedicarci a temi più importanti ed urgenti per la nostra città? —
RISPONDE IL DIRETTORE
Cioè dovremmo parlar d’altro? Credo che facendo informazione dobbiamo occuparci anche di questo, perché, come ha ben rappresentato nella sua lettera, le piazze sono tessuto storico e luoghi della vita sociale contemporanea. La sorte dei tre tassi di piazza Roversi è solamente una battaglia della guerra elettorale che s’approssima. Desidero chiarire il tema sul quale lei ha mirato la sua replica: piazza della Vittoria e piazza Roversi non si possono accostare per la loro natura, la loro funzione, i loro caratteri. Alla fine lei asseconda il mio timore: che gli errori di intristimento commessi in piazza Vittoria siano replicati in piazza Roversi, con l’utilizzo di analoghi materiali, simili superfici, eguale concezione progettuale. Risultato: spazio asettico, acromatico, anestetico, aspaziale. Ovvero l’omologazione, cioè l’accostamento. Il mio non è stato dunque un “invito a lasciar perdere” la riqualificazione, ma quel modello di intervento già sperimentato, evidente e criticato in piazza della Vittoria. Che, da quel che leggo, a lei piace. Buon attraversamento in assenza di gravità.
ST.SC.
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