Costi: «Mancano le condizioni di tranquillità sociale nei territori»
L’INTERVISTA«Tra noi e lo Stato c’è sempre stata una forte collaborazione sulle decisioni da prende in materia di intese sulla ricerca di idrocarburi. Certo, oggi la situazione politica è...
L’INTERVISTA
«Tra noi e lo Stato c’è sempre stata una forte collaborazione sulle decisioni da prende in materia di intese sulla ricerca di idrocarburi. Certo, oggi la situazione politica è completamente nuova, ma mi auguro che la condivisione con il governo attuale prosegua».
L’assessore Palma Costi, le concessioni però sono ministeriali. Spetterà a loro l’ultima parola.
«Sì. Il ministero è obbligato a chiedere alle Regioni l’intesa su questa materia; le Regioni devono dare parere positivo o negativo, dopodiché la valutazione ultima spetta al ministero».
Che risposta si aspetta?
«Il ministero dello Sviluppo economico è informato fin dall’anno scorso della situazione. Ho, infatti, inviato una lettera nella quale ho anticipato quelle che sarebbero state le decisioni della giunta regionale, spiegandone anche i motivi».
Quello della giunta regionale è un “no” definitivo a ricerca ed estrazioni. Come siate arrivati a questa decisione?
«Abbiamo preso atto che non ci sono le condizioni di tranquillità sociale per poter procedere alla ricerca di idrocarburi in un territorio già fortemente colpito da un terremoto che si è verificato, oltretutto, pochi anni fa. Abbiamo partecipato ad assemblee, ascoltato i sindaci e ci è stato chiaro che non si può procedere se si vuole mantenere una situazione di serenità nei territori».
Nel 2015 la Regione ha revocato la sospensione delle ricerche, decisa nel 2014 proprio a causa del sisma.
«Si è trattato di un atto successivo ai risultati di un indagine sulla compatibilità ambientale e in particolare sul rapporto tra estrazione e terremoti. Secondo lo studio non ci sarebbe stato alcun nesso e quindi la revoca era una decisione dovuta. Successivamente abbiamo avviato una fase di ascolto dei territori, con i Comuni che hanno atto la loro parte, e ci siamo resi conto che sono venute meno le condizioni sociali per procedere a un attività di quel tipo che è comunque arrivata solo alla primissima fase, ovvero di richiesta di permessi». —
C.O.
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