«Il governo della propaganda ci è già costato 4 miliardi»
Il segretario del Pd Maurizio Martina attacca Lega e M5s dal palco di Festareggio «Controriforma fiscale e flax tax determineranno un danno clamoroso al Paese»
REGGIO EMILIA
Ingorgo di dirigenti nazionali Pd ieri sera a Festareggio, con la presenza in contemporanea di Maurizio Martina e di Andrea Orlando, che prima di partecipare a un dibattito con il presidente dell’Anpi nazionale Carlo Smuraglia, si è seduto in platea a seguire il segretario nazionale.
Entrambi hanno poi fatto, in tempi diversi, il tradizionale giro dei ristoranti per incontrare i volontari. Martina nel corso del suo incontro è stato più volte interrotto da applausi e ha parlato a lungo del Pd, partendo della manifestazione nazionale di Roma del 30 settembre, del Forum nazionale previsto in ottobre a Milano. Non ha invece indicato una data certa del congresso, aggiungendo «che si terrà comunque prima delle elezioni europee».
Così come ha sostenuto «che il problema del nome e del simbolo non sono il cuore del dibattito che deve nascere e che deve portare a una rigenerazione politica e culturale del Pd. Vogliamo chiederci – ha ripetuto più volte – cosa significhi essere democratici a 10 anni dalla nascita del Pd ?». E la risposta è stata «aver la capacità di leggere i cambiamenti intervenuti e le disuguaglianze territoriali che sono emerse in questi anni e che hanno portato al successo di Lega e M5s. Disuguaglianze che il Pd non ha saputo cogliere».
Forse anche per la presenza di Orlando, ha rivolto un appello a tutti i dirigenti, «a voler aiutare chi oggi è alla guida del Pd ed evitare personalismi e divisioni perché la gente ci chiede un segnale di ricostruzione».
Molta parte del suo intervento Martina l’ha dedicato al lavoro. «La rivoluzione digitale – ha sostenuto – ha cambiato lo scenario e occorre tornare parlare di lavoro determinato e indeterminato che ha sempre meno certezze, di welfare e di tempo di lavoro e di vita».
L’ultima parte l’ha riservata al Governo: «Non si governa con i proclami e con la propaganda che, fino ad ora, sono costate 4 miliardi di euro con ricadute sui conti correnti degli italiani e con molti investitori che sono scappati. Anche i ministri l’hanno capito e stanno facendo un’inversione di marcia. Ma se fanno la controriforma fiscale introducendo la flat tax e scaricando l’aumento del debito pubblico sui giovani, determineranno un danno clamoroso al Paese che il Pd non può permettere». —
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