Gazzetta di Reggio

Reggio

il bilancio dell’avis 

La paura non frena le donazioni più sacche di sangue da Reggio

Roberto Fontanili

Il dato aggiornato a fine luglio  mostra un aumento del 2,5% delle donazioni a Reggio  rispetto al periodo 2017 che vale circa 410 sacche in più 

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REGGIO EMILIA

Reggio continua a raccogliere più sangue, plasma e piastrine di quanto sia il fabbisogno degli ospedali e delle Case di cura presenti nella nostra provinciale. I timori legati alla diffusione del virus, West Nile (Zanzara del Nilo) non ha creato allarme e alterazioni nel numero di donazioni nel reggiano. Sulla base dei dati forniti dal presidente dell’Avis provinciale, Stefano Pavesi, la situazione al 31 luglio e in agosto non si prevedono scostamenti significativi, è positiva. «Il dato aggiornato a fine luglio – spiega Pavesi – mostra un aumento del 2,5% delle donazioni rispetto allo stesso periodo del 2017 che significa circa 410 sacche in più. E l’incremento si registra per tutti i tre i tipi di donazione: sangue, plasma, piastrine».

Pavesi esclude che si siano registrate a Reggio non solo situazioni di emergenza, ma anche una pur lieve contrazione nel numero di donatori e delle donazioni, o che siano stati tutti introdotti ulteriori vincoli o limitazioni rispetto a quelli già esistenti. Come i sei mesi di stop imposto a coloro che si recano in Estremo Oriente. «Anche perché – sottolinea Pavesi – ogni sacca prima del suo utilizzo viene sottoposta a una serie di analisi e controlli, compreso il west nile, con i risultati che arrivano entro 48 ore», inoltre esiste un elenco preciso presso il Centro nazionale sangue che individua le criticità».

Reggio è da anni una provincia virtuosa in termini di quantità di sangue, plasma e piastrine raccolte e ogni anno in ambito regionale vengono fissati degli obiettivi. «Noi – precisa il presidente Avis – abbiamo l’obiettivo di consegnare mediamente 70 sacche di sangue la settimana e lo stiamo rispettando e qualche settimana riusciamo a fare qualcosa in più per far fronte a situazioni come Bologna dove sono presenti tanti ospedali che hanno un fabbisogno superiore alla raccolta». Non solo questo surplus regionale non consente solo di compensare le aree in cui c’è carenza di donazioni ma, aggiunge Pavesi, «il centro regionale è in grado di inviare sangue dove si registra una situazione di carenza come in Sicilia, Campania e alcune province della Toscana».

Reggio dopo un leggero calo di donazioni in concomitanza con l’apertura lo scorso anno delle Casa del Dono in via Clementi, ha registrato un progressivo aumento non solo nel comune di Reggio ma in tutta la provincia. «Anche se alcune Avis comunali qualche difficoltà rispetto agli scorsi anni lo registrano», sottolinea l’Avis. Complessivamente al 31 dicembre 2017 le sacche di sangue piastrine e plasma raccolte a Reggio sono state 16.949 e i donatori sono stati oltre 16mila. Una media del 3% della popolazione residente nella nostra provincia. “Il nostro obbiettivo – conclude Pavesi - è superare il 4% come avviene a Modena e a Parma». —



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