Le misure dettate dall’artista e il panorama mozzafiato
Vincoli rigidi per entrare nel circuito. L’opera “social” è realizzata con soli fondi privati Per raggiungere il panchinone servono mezzi a 4 ruote motrici
CARPINETI
Il disvelo della panchina è il coronamento di un’operazione complessa. Per poter essere inseriti nel progetto ufficiale è necessario far costruire l’oggetto seguendo proporzioni e misure indicate da Bangle, e non è facile trovare artigiani attrezzati per realizzare panchine di quelle dimensioni, né tantomeno per saldarne i pezzi e per dipingerle con i prodotti isolanti e protettivi.
Claudio Ferrarini ha deciso di montarla a casa sua, sulla punta di quel Fosola in cui lui ha lavorato per anni i campi e raccolto castagne assieme alla sua famiglia, a fianco di un vecchio edificio in pietra usato come ricovero attrezzi e magazzino. Un'area di grande suggestione, non semplice da raggiungere in auto: per arrivare sino alla panchina sono necessari mezzi con quattro ruote motrici, adatti allo sterrato. Un nuovo pezzo per un progetto nato nel 2010 con la posa della prima panchina, quella di Bangle nella Borgata a Clavesana, nelle Langhe. Nel giro di un anno la panchina gigante si è trasformata in un’attrazione per turisti e per abitanti della zona, incuriositi dalla particolarità dell’istallazione e dalle sue dimensioni, generando l’idea del circuito. Il fulcro è il Piemonte, ma ora le installazioni sono presenti in buona parte del Nord Italia, sempre montate solo grazie a sponsor privati. Chris Bangle ha fornito gratuitamente disegni e indicazioni ai costruttori delle panchine, chiedendo come unica condizione che fossero poste in un punto panoramico, su un terreno accessibile al pubblico e che rispettassero lo spirito “social” con cui era nata la prima: non un arredo privato, quindi, ma parte di un’esperienza collettiva. —
ADR.AR.
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