Gazzetta di Reggio

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Il caso di Via Settembrini 

Matteo Sassi: «Fantuzzi sempre più leghista non accetterò il suo invito»

Luciano Salsi
Matteo Sassi: «Fantuzzi sempre più leghista non accetterò il suo invito»

Il vicesindaco di Reggio Emilia sulla manifestazione indetta contro le palazzine di edilizia sociale: «Questa è un’iniziativa organizzata da una forza politica anziché dai residenti» 

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REGGIO EMILIA. Francesco Fantuzzi aveva rivolto al sindaco e agli assessori l’invito a partecipare alla manifestazione da lui indetta per protestare contro la costruzione di quattro palazzine di edilizia sociale nella zona di via Settembrini. Gli risponde il vicesindaco Matteo Sassi, assessore al welfare, che ritiene scorretta la propria partecipazione a un’iniziativa promossa da una forza politica anziché dai residenti.

«Quella di sabato – obietta Sassi – è una manifestazione politica indetta dal fondatore della lista Reggio Città Aperta, il quale si era presentato come candidato sindaco alle ultime elezioni e forse pensa di ricandidarsi l’anno prossimo. In ogni caso per impegni già assunti non avrei potuto partecipare. Confermo la mia disponibilità ad incontrare i cittadini per fornire informazioni dettagliate sull’intervento. Ad oggi, però, non ho ricevuto da loro alcun invito».

Il vicesindaco non risparmia a Fantuzzi l’accusa di avere assunto una posizione di stampo leghista: «Mi dispiace vedere una persona di fede progressista, già schierata con Rifondazione comunista, rinnegare la sua identità politica solamente per polemizzare con la Giunta. Fantuzzi ha lanciato una campagna contro l’edilizia residenziale sociale degna del ministro degli Interni Matteo Salvini, gettando il discredito sul progetto di via Settembrini con falsità».

Fantuzzi, a dire il vero, ha sempre detto di volere l’edilizia sociale, ma di ritenere prioritario l’utilizzo dei 17mila alloggi vuoti, anziché cementificare ancora la città. Sassi, però, prende in considerazione gli effetti della campagna, al di là delle intenzioni dichiarate: «Premetto che gli alloggi vuoti sono assai meno numerosi, solo qualche migliaio. Questi appartamenti appartengono a privati. Sono in campo tutti gli incentivi statali e comunali per convincerli ad affittarli, la cedolare secca, l’abbattimento dell’Imu e l’Agenzia per l’affitto, che ha stipulato più di quattrocento contratti. Siamo lontani, però, dal soddisfare la domanda di case per i meno abbienti. Tempo fa la ditta Rizzo formò un’associazione di imprenditori per proporre al Comune l’acquisto di alloggi invenduti. Sono fiero di essermi opposto ad un’operazione che avrebbe scaricato sulla collettività le perdite dei privati».

C’è chi vede nel piano di via Settembrini una speculazione edilizia di cui i residenti sarebbero stati tenuti all’oscuro. «Si tratta – ribatte Sassi – di un piano particolareggiato risalente al 2004, che prevedeva già alcuni lotti destinati all’edilizia sociale. Quei lotti appartengono già alla ditta Edilbonacini, incaricata della costruzione nel rispetto di quel vincolo. Non è un intervento di mercato speculativo, ma un piano particolareggiato riportato nei rogiti degli appartamenti situati nei condomini adiacenti. Perciò chi li ha acquistati doveva esserne a conoscenza. Comprendo la preoccupazione dei residenti, ma qualche esponente politico l’ha alimentata con informazioni false. Non saranno costruite case popolari da assegnare a canone sociale secondo le graduatorie, ma alloggi di qualità che la ditta costruttrice affitterà a canone convenzionato a persone affidabili e solvibili». —




 

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