Sotto gli intonaci della prefettura spunta la Madonna con il suo bambino
L’opera emersa durante il restauro dell’ex palazzo Ducale all’interno di una stanza che veniva utilizzata come archivio
REGGIO EMILIA
Che Reggio Emilia nascondesse tesori artistico-culturali è sempre stato un dato di fatto, ma questa volta la scoperta dell’affresco raffigurante la Madonna della Ghiara e il Bambino ha lasciato tutti senza fiato. L’opera d’arte è stata rinvenuta durante i lavori di restaurazione dell’ex palazzo Ducale in una stanza al piano terra del corpo centrale dello stesso, più precisamente nella zona di proprietà dell’amministrazione provinciale, ora sede della prefettura, antistante il cortile centrale. Fino a quel momento la stanza era stata utilizzata come archivio, ignorando ciò che si stava celando dietro documenti e scartoffie.
Per rendere possibile la restaurazione è stata necessaria l’approvazione della Provincia, che si è anche offerta di stanziare circa 50.000 euro, facenti parte dei fondi destinati alla manutenzione del patrimonio immobiliare, grazie all’avanzo di gestione ottenuto con l’ultimo bilancio consuntivo. «Si tratta di un percorso di disvelamento di un tesoro appartenente alla città – ha detto il presidente della Provincia, Giammaria Manghi – Il valore dell’affresco al momento è inestimabile, solamente con i lavori di restauro, previsti nei prossimi mesi, se ne potrà effettivamente capire la portata storica, culturale e artistica. Questo vuole quindi essere un cammino di riconsegna, un regalo a tutta la comunità reggiana».
La fine delle operazioni è prevista per una data ben precisa, ossia il 29 aprile 2019, giorno in cui si festeggerà il quarto centenario della Basilica della Ghiara, annunciato in questi giorni in occasione della sagra della Giarèda (oggi alle 11, in Ghiara, il vescovo Camisasca celebrerà la messa solenne).
Al momento non sono stati effettuati particolari lavori, ad eccezione dell’asportazione dei residui di polvere sulla parte destra dell’affresco. Operazioni tecniche delicate che riguarderanno non solo la Madonna della Ghiara, ma anche la cornice scenografica rinvenuta attorno ad essa, la quale pare anticipare la scoperta di altre opere nella stessa cappella arricchita dalle volte Settecentesche. «Per capire più a fondo cosa avevamo ritrovato è stato fondamentale confrontarlo con opere di altri artisti — spiega l’architetto Maria Cristina Costa — È rara, infatti, la rappresentazione della Vergine in dialogo con il Bambino che esprime bene il pre-sentimento della Madre di ciò che sarà». Il disegno è simile a quello conservato al Museo della Ghiara, che fronteggia il Palazzo, eseguito dal pittore novellarese Lelio Orsi, dipinto nel 1573 da Giovanni Bianchi, il Bertone, il quale le diede un’impronta maestosa e aristocratica rispetto all’originale.
«È senza dubbio un affresco — spiega il restauratore Andrea Cremaschi — L’intonaco è fresco e i punti focali sono disposti in modo tale da dare risalto al colloquio tra la Madonna e il Bambino. Spruzzando qualche goccia d’acqua sulle pareti è possibile vedere come la cornice scenografica sia simmetrica nella disposizione degli oggetti». Di primo acchito l’opera pare sia stata collocata nella stanza in un secondo momento, pur non essendo così. Si prospetta un viaggio artistico interessante e misterioso. —
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