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cambio al vertice dell’arma 

L’arrivederci di Buda a Reggio «Città splendida, vorrei viverci»

Enrico Lorenzo Tidona
L’arrivederci di Buda a Reggio «Città splendida, vorrei viverci»

Il comandante è stato trasferito a Roma: al suo posto arriverà Cristiano Desideri  «Sono soddisfatto ma resta molto da fare: dopo il congedo mi trasferirei qui»

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REGGIO EMILIA

Con 1.200 persone arrestate, 10mila denunce, 100mila servizi di controllo del territorio grazie all’impiego complessivo di oltre 200 mila uomini, il comando dei carabinieri ha lasciato il segno a Reggio Emilia sotto l’egida del colonnello Antonino Buda, che ne è stato il capo dal 2015 al 2018.

Ma anche Reggio Emilia ha lasciato il segno nel colonnello di origini siciliane, destinato ora a un importante incarico al Comando generale dei carabinieri con competenza in campo nazionale e internazionale: «Reggio Emilia è una città splendida – ha detto ieri Buda durante il commiato con la stampa reggiana – Se dovessero chiedermi in quale città trasferirmi a congedo ottenuto, indubbiamente segnalerei Reggio. Per la qualità dei servizi, per l’accoglienza della popolazione, per molti motivi».

Buda è stato certamente uno dei comandanti dell’Arma più vicini alla gente: molto conosciuto sia in città sia in provincia, si è sempre speso in prima persona per puntellare i mille fronti sui quali sono dovuti intervenire in questi anni i carabinieri.

Ha concentrato il suo mandato prevalentemente al contrasto della criminalità organizzata e della microcriminalità: il primo per pericolosità e vastità, il secondo anche per l’allarme sociale che ingenera nelle persone.

Ieri Buda ha quindi confermato il suo imminente trasferimento – già nell’aria da qualche settimana – che avrà ufficialità il 18 settembre. Ha inoltre premiato alcuni carabinieri che si sono distinti per operazioni di servizio. «Abbiamo fatto la nostra parte, specie contro la criminalità organizzata», ha aggiunto il colonnello ricordando in particolar modo il maxi sequestro di armi nel giugno scorso, un arsenale ritenuto la “Santa Barbara” della ’ndrangheta in Emilia.

L’operazione ha portato infatti al sequestro di un vero e proprio arsenale di armi nelle disponibilità di alcuni calabresi: si trattava di pistole, fucili a pompa e fucili semiautomatici, carabine potenziate e con silenziatori, decine di chili di polvere da sparo e inneschi per ordigni.

«Ho vissuto un momento davvero storico per Reggio – ha spiegato Buda – con il contrasto a ogni forma di reato per assicurare sicurezza a tutti i cittadini». Poi, però, ha anche aggiunto che «c’è ancora tanto da fare. Lascio una città meravigliosa che mi resterà sempre nel cuore».

Non da meno sono state le operazioni di prossimità con la cittadinanza, come il coordinamento con i comitati di quartiere, formati da cittadini e in costante contatto con l’Arma.

Al suo posto a Reggio, arriverà il colonnello Cristiano Desideri che finora dirigeva il Battaglione Carabinieri «Piemonte», a Moncalieri (Torino), con esperienze al comando generale dove si è occupato anche di operazioni di pace vantando all'attivo missioni nei Balcani. —

Enrico Lorenzo Tidona

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