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Troppi problemi, salta la festa di quartiere «Costretti a rinunciare, è una sconfitta»

Luciano Salsi ; Lia Gallinari (Let’s Dance) Raffaele Caruso (Anspi) Francesco (Aq16) Nando Ferretti (per i volontari)
Troppi problemi, salta la festa di quartiere «Costretti a rinunciare, è una sconfitta»

Degrado del parco, costi per la sicurezza, burocrazia. La lettera con cui gli organizzatori restituiscono al Comune i contributi

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REGGIO EMILIA

Doveva essere la festa dei quartieri San Prospero Strinati, Tondo e Gardenia, con tanto di musica, danza, teatro dialettale, bancarelle e mercatino del riuso. Era già disegnata la locandina della “Festa di Strinèe”, prevista per sabato 22 settembre nel parco di San Prospero Strinati, in via Samoggia. Una serie di motivazioni l’ha mandata a monte. Così gli organizzatori ora restituiscono al Comune i 1.500 euro erogati come anticipo del contributo concesso per la manifestazione. È scritto nel provvedimento con cui Nicoletta Levi, dirigente comunale, prende atto della rinuncia comunicata dai promotori, con la lettera allegata che pubblichiamo. Risale allo scorso mese di dicembre l’accordo di cittadinanza tra il Comune e i cittadini dei tre quartieri, che coinvolgeva i principali organizzatori dell’evento, Lia Gallinari della compagnia Let’s Dance, Raffaele Caruso del circolo parrocchiale Anspi, Francesco del centro sociale Aq16 e Nando Ferretti, in rappresentanza dei volontari che s’erano messi a disposizione. In base alla presentazione del progetto di massima e alla sottoscrizione dei reciproci impegni, la giunta comunale aveva stanziato un contributo di tremila euro all’associazione Let’s Dance, capofila dell'iniziativa. La metà di tale somma veniva erogata a titolo di anticipazione. La macchina organizzativa, messa in moto in febbraio, ha dovuto affrontare crescenti difficoltà, come raccontano gli organizzatori nella lettera di rinuncia che pubblichiamo.

Scrivo a nome del gruppo di progetto costituitosi all’interno del Progetto 1 (quartieri Tondo e San Prospero), per comunicare con grandissimo dispiacere che dobbiamo rinunciare al progetto e quindi al relativo contributo. Le motivazioni alla rinuncia sono legate alle difficoltà incontrate, che descriviamo in una ottica di miglioramento e non di recriminazione.

Il progetto è nato per far collaborare le associazioni tra loro e darne maggiore visibilità ai cittadini, attraverso la realizzazione di una iniziativa di animazione per il quartiere San Prospero. Per fare ciò il gruppo ha individuato il parco giochi di San Prospero Strinati, come punto cruciale e “emblematico” della possibile valorizzazione del rapporto associazioni e territorio.

Il parco pubblico è senza erba a causa della sua posizione e anche un poco pericoloso (la mancata potatura delle piante ha fatto cadere in questi giorni di temporale un altro ramo); oltre a ciò anche gli arredi urbani necessitano di interventi.

Il nostro pensiero è che l’organizzazione della festa in questo luogo, avrebbe potuto migliorare le condizioni del parco, così da lasciare qualcosa di concreto agli abitanti del quartiere. Il progetto prevedeva una festa pomeridiana per domenica 23 settembre, con annesso mercatino del riuso, che essendo già stato programmato a cura di Aq16 nel parcheggio del Foro Boario, doveva solo essere spostato nel parco; contattato l’ufficio competente dell’amministrazione abbiamo però avuto parere negativo e così il mercatino è saltato. Non volendo arrenderci abbiamo cambiato la data e previsto la festa per sabato 22 settembre (dalle 15 alle 20), questo perché senza mercatino e volendo essere attrattivi era necessario avere aperti i 21 esercizi commerciali della via principale. Così ci siamo messi all’opera e abbiamo ipotizzato il programma, musica dal vivo con una band, dj set, performance di danza, presentazioni delle associazioni del territorio fino ad uno spettacolo dialettale (fuori festa) a cura della parrocchia.

A seguire, in data 17 agosto 2018, abbiamo consegnato la pratica di occupazione del suolo pubblico (corredata di descrizione e piccola planimetria artigianale realizzata dall’architetto di quartiere, dato che non è ad oggi disponibile una planimetria con la disposizione di giochi, percorsi e piante). In merito al tema della occupazione del suolo pubblico, dobbiamo far presente che abbiamo avuto qualche difficoltà nell’avere per tempo e con chiarezza le risposte (es. i banchetti delle associazioni devono pagare?).

Infine i costi richiesti ai commercianti del quartiere per fare i banchetti presso il parco (che venivano perché molto sollecitati da noi), hanno creato ulteriori abbandoni (32 euro dalle 15 alle 20, si tratta di 5 ore). A questo si aggiunge che l’area non è servita da un quadro elettrico comunale (esiste un lampione oltretutto non in buone condizioni) e quindi era necessario noleggiare un generatore (per il quale la ditta chiede una cauzione di 2000 euro). Le attività di spettacolo inoltre richiedevano 2 pedane, mentre i pochi banchetti (solo 6 quelli delle associazioni più 2 banchetti di attività commerciali degli esercenti del quartiere) richiedevano tavoli e sedie, che seppur forniti gratuitamente dell’amministrazione dovevano essere trasportati e montati e smontati, il tutto ad un costo di circa 2.000 euro.

Fino a qui diciamo che, seppur sofferente, il gruppo decideva di proseguire. In data 31 agosto 2018, viene effettuato il sopralluogo dal tecnico abilitato per la stesura del piano di sicurezza e qui il nostro sconforto è aumentato, alle spese legittime del tecnico, si aggiungono tutte quelle delle richieste previste dal piano della sicurezza: trattamento zanzare (richiesto dal tecnico che poi a seguito di verifica non è risultato necessario); dotazione di contenitori per la raccolta differenziata; addetti all’antincendio (almeno 2, in ragione del generatore); autoambulanza presente; bagni chimici (in forse). Totale complessivo circa altri 2.000 euro che aggiunti ai 2.000 precedenti, porta queste spese a circa 4.000 euro sui 5.000 accordati, a cui si aggiungono altre tassazioni (es. Siae); insomma la disponibilità reale per sostenere la festa si era ridotta a meno di 1.000 euro.

Con grande, grandissimo rammarico e dopo tante ore di lavoro, abbiamo deciso che non si poteva fare una festa di quartiere in queste condizioni, oltretutto, in caso di pioggia, non era possibile un piano alternativo. Ci abbiamo messo davvero tanto impegno, abbiamo iniziato a lavorarci in febbraio (almeno 3 incontri con i tavoli di quartiere) poi la stesura del progetto, poi la firma, poi la partecipazione anche ai tavoli della festa dei vicini, poi la costruzione del nostro gruppo e i tanti incontri serali. Dover rinunciare è una sconfitta. Siamo comunque contenti di esserci conosciuti tra noi e certamente contiamo che possano esserci altre occasioni. Vorremmo sottolineare l’impegno la passione e la grande professionalità di Marco Angioletti, l’architetto di quartiere, sempre presente anche a orari desueti e sempre di grande supporto. Vorremmo anche ringraziare l’operato attivo di Nando Ferretti, che ha messo il suo tempo di via, la sua esperienza nell’organizzazione di eventi e nel rapporto con gli uffici dall’amministrazione a completa disposizione del gruppo senza riserve.

Per quante attiene al Let’s Dance capofila, ci assumiamo la piena responsabilità di questa rinuncia, determinata anche dall’eccessivo carico di responsabilità, del quale non siamo stati pienamente consapevoli. —











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