Va al lavoro ubriaco, diventa molesto e picchia i carabinieri
Bibbiano, il 47enne arrestato minaccia anche di lanciarsi dalla finestra. Il difensore: «È ormai esasperato, il ristoratore non lo paga»
BIBBIANO. Si ubriaca, diventa molesto e all’arrivo di una pattuglia dei carabinieri di Quattro Castella picchia due militari che saranno poi medicati in ospedale a Montecchio.
È accaduto domenica – intorno alle 20 – a Ghiardo di Bibbiano e solo a fatica è stato bloccato il 47enne Daniel Neagu. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 47enne si è presentato nel ristorante dove lavora da giugno in condizioni a dir poco precarie.
Ha visibilmente bevuto troppo e lo chef ed un aiutante-cuoco lo invitano a tornare a casa (vive in una stanza sopra il locale). Neagu s’arrabbia, ma in una qualche maniera torna nella sua stanza. La situazione rimane però “elettrica” e vengono chiamati i carabinieri da parte del ristoratore. L’intervento dei militari non è inizialmente risolutivo, anzi il 47enne spinge, scalcia, dà testate contro il muro e dice di volersi uccidere, lanciandosi dalla finestra.
Viene fermato in tempo ed evitato il tentativo di farla finita, ma sarà faticosissimo farlo salire su un’ambulanza e poi “gestirlo” in ospedale a Montecchio dove ritorna violento e non vuole essere avvicinato dai sanitari. Solo la somministrazione di un forte calmante, riporterà alla ragione l’uomo (successivamente arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale). Medicati anche due militari, poi dimessi con una prognosi di 5 e 7 giorni.
Poche ore dopo, cioè ieri mattina, il 47enne è comparso – in tribunale a Reggio Emilia – davanti al giudice Antonella Garcea. S’è avvalso della facoltà di non rispondere. Per lui parlerà l’avvocato difensore Marco Pinotti: «La reazione del mio assistito non è stata improvvisa – rimarca – ma conseguenza del malessere che covava. Sostiene di non essere stato pagato dal datore di lavoro e ciò l’ha fatto trascendere, anche perché sta cercando casa a Bologna per la sua famiglia e non ha i soldi per la caparra».
Su questo “tasto” si tornerà nel processo (fra nove giorni), intanto il giudice ha accolto la richiesta della Procura, applicando a Neagu l’obbligo di firma in caserma tre volte la settimana. —
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