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due anni fa il blitz 

Maxi evasione, confiscati a Ruffini beni per 24 milioni

Tiziano Soresina
Maxi evasione, confiscati a Ruffini beni per 24 milioni

Ma la battaglia legale non è ancora finita: il 72enne può impugnare la decisione Bloccati da due anni appartamenti, auto di lusso, gioielli, denaro contante e titoli

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Dal maxi sequestro alla confisca.

Non è una decisione da poco quella presa recentemente dal collegio giudicante (composto dai magistrati Cristina Beretti, Andrea Rat e Stefano Catellani) che hanno confiscato il colossale patrimonio (da ben 24 milioni di euro) accumulato dal commerciante 72enne Aldo Ruffini e frutto di un’incredibile serie di reati.



Siamo al primo grado di giudizio, quindi il 72enne – difeso dall’avvocato Nino Ruffini – può impugnare e sono previsti Appello e Cassazione anche in questa tipologia di provvedimenti.

Nel caso la confisca diventi definitiva, questa montagna di beni finirà allo Stato. La procura – tramite i pm Valentina Salvi e Giulia Stignani, titolari dell’inchiesta – contesta a Ruffini l’esercizio abusivo d’attività finanziaria, usura, ricettazione, riciclaggio, contraffazione di marchi, reati tributari, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.

Accuse che avevano portato il commerciante in carcere, per poi tornare in libertà nel giugno 2017, quando il gip Angela Baraldi aveva accolto l’istanza della difesa valutando che non esistessero più gli elementi a sostegno della misura cautelare, cioè il pericolo di fuga, la reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove.



E all’anziano commerciante è stata applicata la misura di prevenzione che scatta quando il tenore di vita risulta sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Nella sua disponibilità ha non solo macchine di lusso e gioielli, ma oggetti in oro e in avorio, centinaia di quadri e oltre un milione di euro in contanti. Un incredibile tesoro che il maxi evasore fiscale originario di Vetto ma residente da lungo tempo a Reggio Emilia, nascondeva in vari locali, un vero e proprio bunker creato ad hoc per proteggere i suoi beni mai dichiarati al fisco italiano.



La vicenda parte da lontano, quando le Fiamme gialle – nel dicembre 2016 – con l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal tribunale di Reggio Emilia, avevano messo i sigilli al patrimonio di Ruffini. Parliamo di un appartamento a Reggio Emilia, due appartamenti in località turistiche, a Desenzano sul Garda (Brescia) e Forte dei Marmi (Lucca), sette auto di lusso, cassette di sicurezza, denaro contante e numerosi conti correnti e dossier titoli per oltre tre milioni di euro.



Poi il supplemento di indagini con il bottino che è cresciuto a nove autovetture di lusso fra Porsche, Lamborghini e Mercedes, 230 gioielli di pregio, alcuni dei quali con pietre preziose, 60 gioielli di vario genere come anelli, collane e bracciali, 970 oggetti di pregio di vario genere come mobili, argenteria, avorio e borse griffate, 470 quadri con le relative cornici. Oltre a questi beni, poi, è stato particolarmente significativo il ritrovamento di un ingente quantitativo di contanti.

Gli ingenti beni sotto sequestro sono gestiti dall’amministratore giudiziario Andrea Scerrino. —



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