Gazzetta di Reggio

Reggio

LA MANIFESTAZIONE ANNULLATA 

«Organizzare attività ricreative è sempre più complicato»

Let’s Dance Asd - Anspi - I volontari del quartiere

Gli organizzatori della festa di San Prospero Strinati ribadiscono la loro scelta e ripercorrono le difficoltà incontrate a causa delle recenti norme nazionali

3 MINUTI DI LETTURA





Dopo la pagina pubblicata lunedì sulla Gazzetta di Reggio, relativa alla mancata festa di San Prospero Strinati e alla rinuncia da parte degli organizzatori al finanziamento erogato tramite l’accordo di cittadinanza, Let’s Dance Asd, i volontari del quartiere e il circolo Anspi hanno scritto una lettera indirizzata al nostro direttore, Stefano Scansani.

«Prima di tutto le comunichiamo il nostro stupore e le lamentiamo l’eccessiva enfasi data alla notizia.

Ci sentiamo responsabili e delusi per non essere riusciti nel tentativo progettuale ma riteniamo il rilievo che avete dato, eccessivo.

La nostra nota inviata al Comune e resa pubblica, come anche citato nell’articolo, è stata avanzata in un puro spirito di collaborazione e di miglioramento. Il nostro obiettivo è di continuare a sviluppare attività rivolte alla socialità e ai cittadini con il supporto dell’amministrazione comunale.

Sottolineiamo a malincuore di non essere stati i primi che nel passaggio da una fase progettuale di attività sociale rivolta ai cittadini come: feste, sagre, tornei, rappresentazioni, festival, si siano trovati nella situazione di non passare alla fase di realizzazione anche a pochi giorni dal via. La stessa Gazzetta, durante l’estate, ha riportato svariati episodi simili riguardanti varie attività consolidate nel passato ma non più realizzate, visto le attuali leggi vigenti in materia.

Vogliamo però stare al vostro gioco comunicativo e alla “notizia”, ma rilanciamo.

Sottolineiamo che le nostre associazioni, coinvolte nel tentativo di rivitalizzare il quartiere sono reali associazioni di base, fondate sul volontariato e che richiedono in quanto tali, rispetto e sostegno anche da parte del vostro giornale, che auspichiamo sia interessato alla tenuta della coesione sociale.

In questi anni pur avendo accresciuto la capacità professionali dei nostri dirigenti e dei nostri volontari, ci siamo trovati in un ambiente legislativo sempre più complesso, dove la responsabilità penale e amministrativa è cresciuta esponenzialmente (leggi e regolamenti sanitari, defribillatore pronto soccorso, antincendio, leggi fiscali, decreti sulla sicurezza, decreti antiterrorismo, certificato penale per lavorare con adolescenti, certificati di buona salute, codice del terzo settore, emergenze sanitarie, diritti Siae, privacy, LR sullo sport). Tutto in un contesto di grande conflittualità legale. Contemporaneamente i contributi e i bandi sono diventati sempre più stringenti ed esigenti in merito alla rendicontazione dei finanziamenti pubblici.

Inoltre il clima di sospetto, incrementato dall’invidia e dal populismo, aleggia nella società e negli individui. Aleggia e permea coloro che devono amministrare le svariate attività nelle diverse fasi, dall’idea alla realizzazione. Ricorsi, denunce e avvocati più o meno legittimati e falsi post sono sempre in agguato. Tutto questo colpisce sia chi lancia bandi nella visione politica di rivitalizzare il tessuto sociale sia chi, da associazione, crede che la coesione sociale passi dall’attività diretta sul territorio, come nel nostro caso.

In pratica noi e l’attuale amministrazione ci troviamo a operare pur con ambiti e funzioni ben distinte nello stesso contesto sociale e con il medesimo obiettivo di rivitalizzare i quartieri e di rafforzare la coesione sociale.

Le motivazioni che voi avete correttamente riportato e che noi abbiamo espresso hanno lo scopo di spiegare nello specifico quanto sopra riportato e cioè che se si rispettano le attuali numerose leggi nazionali, sarà sempre più difficile e costoso realizzare attività ricreative, culturali e sociali rivolte alla collettività soprattutto in spazi aperti. Tutto ciò indipendentemente dalla tenacia dell’attuale amministrazione che vuole sostenerli.

Vorremmo ringraziare il Comune di Reggio Emilia e i suoi amministratori che hanno creato l’opportunità del bando. Noi non siamo riusciti per la festa degli Strinee e ce ne dogliamo ma, auspichiamo che altri più capaci, in contesti diversi, con progetti migliori, riescano in altri quartieri e zone della città ad utilizzandolo.

Auspichiamo il ritorno al buon senso generale, che trovi nell’interpretazione estensiva delle leggi, da parte di tutti, il giusto equilibrio con l’obiettivo di rendere viva la nostra società. Al contrario sarà sempre più difficile vivere la socialità e ci richiuderemo di fronte a uno smatphone. La Gazzetta ci può aiutare?». —

Let’s Dance Asd - Anspi -

I volontari del quartiere

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google