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Un po’ di storia dal libro “Il Tempio e la città” (Antiche Porte editore) Così sorse il monumento a Francesco V e a sua moglie Adelgonda 

Un monolite granitico alto quasi 18 metri per le loro altezze ducali

Un monolite granitico alto quasi 18 metri per le loro altezze ducali

ricostruzioniL’area urbana così al centro d’interesse -in questi giorni- ha subito, nel corso dei secoli, profondi cambiamenti. Il volume (presentato durante le passeggiate culturali reggiane) Il...

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ricostruzioni

L’area urbana così al centro d’interesse -in questi giorni- ha subito, nel corso dei secoli, profondi cambiamenti. Il volume (presentato durante le passeggiate culturali reggiane) Il Tempio e la città (edizione Antiche Porte, € 10) ce le racconta: “Come scrive Nironi, anche se prove documentate non ce ne sono, è comunemente accettato dagli studiosi che qui scorresse il torrente Crostolo. Il logico buon senso, avvalora questa ipotesi.

Guardando qualsiasi Pianta di Reggio, subito, si capisce come la strada, un tempo della Ghiara (dal latino glarea - ghiaia) oggi dedicata a Garibaldi, flutui disarmonicamente in una rigida geometria viaria, d’impronta romana. Le vie principali, ad essa afferenti, sono in leggera pendenza verso il Corso. Saggi di trivellazione, risalenti al 1939, hanno anche dimostrato che, qui, a circa 15 metri di profondità è presente ghiaia fine di torrente e acqua.

Quindi possiamo dire che sino alla creazione delle mura duecentesche, il corso d’acqua era padrone indiscusso, con piene e secche, di questo spazio. Poi venne deviato, la prima volta, più a ovest verso viale Timavo - EsseLunga e via Filzi (che - non a caso - prima di chiamarsi così, era detta del Crostolo Vecchio) e in loco rimase un misero canale “incorniciato” fra due percorsi transitabili, a ricordo del suo antico passaggio, che peraltro raccoglieva le acque scolatizie delle aree limitrofe.

Prima della trasformazione in una delle vie più eleganti di Reggio, la zona era uno spazio “vuoto” e abbandonato: il Guasto.

“Nel secolo XV la città, sia per effetto del periodo di generale tranquillità che correva, sia per effetto della saggia politica di governo di Niccolò III d’Este ed ei sui figli Leonello, Borso ed Ercole I, conobbe uno stato di floridezza economica che, nella seconda metà del secolo si tradusse anche in un intensificarsi, senza precedenti, delle iniziative edilizie in genere e specialmente nella costruzione di bei palazzi dei quali soltanto una parte, e soltanto in parte, ci è dato oggi di ammirare.

Tali iniziative avevano anche per effetto di metter sempre più in luce l’importanza che avrebbe potuto assumere, nel tessuto urbano la Ghiara”, accresciuta anche per l’apertura della nuova Porta Castello, a sud.

“Più avanti troneggia, in piazza Gioberti, l’obelisco. Questo monolite granitico (alto quasi 18 metri) venne innalzato per le nozze dell’ultimo Duca di Modena Francesco V d’Austria Este con Adelgonda di Baviera, principessa a cui s’intitolò anche la piazza.

Il comune per creare uno spazio adeguato “acquistò cinque case a capo della Ghiara, formanti un’isola detta Isola Guaschi, dalla famiglia Guaschi che vi abitava, a capo della Ghiara, le atterrava scoprendo la strada maestra e vi formava la piazza. Recenti progetti di rifacimento della piazza hanno sollevato accese discussioni fra i reggiani”. —

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