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Le esportazioni reggiane crescono di 356 milioni

Le esportazioni reggiane crescono di 356 milioni

Registrato un aumento del 7% rispetto ai primi sei mesi  dello scorso anno. Ma a fiducia degli imprenditori è diminuita data la situazione d’incertezza

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REGGIO EMILIA

L’internazionalizzazione resta la leva più forte per lo sviluppo dell’imprenditoria reggiana. In alcuni settori la crescita nei primi sei mesi del 2018 è risultata addirittura a due cifre. «Negli ultimi mesi però – osserva Fabio Storchi presidente di Unindustria Reggio - i giudizi degli imprenditori sono peggiorati per effetto della situazione di incertezza che ha rallentato l’ingresso di ordini dall’estero. Sono già uscite le prime stime dell’UE che confermano un rallentamento dell’economia dei principali Paesi europei. Malgrado il mutevole scenario globale abbia ridisegnato alcune tratte del commercio estero e modificato dinamiche consolidate, permangono però tratti distintivi come l’innovazione e la qualità del prodotto che permettono alle nostre aziende di essere protagoniste sia sui mercati tradizionali che in quelli emergenti dove rafforzano il proprio posizionamento».

Parole avvalorate, nel periodo gennaio-giugno, dalle esportazioni reggiane che si sono attestate sui 5,5 miliardi di euro con un incremento di 356 milioni rispetto al primo semestre del 2017 (pari dunque ad un più 7%) e con un saldo della bilancia commerciale di 3,3 miliardi. Un dato sopra la media regionale (+5,9%) e italiana (+3,7%). L’import invece in sei mesi è cresciuto del 7,9%.

Tra i settori più importanti per le esportazioni spiccano i macchinari (2.146 milioni , incremento dell’8,2%), l’abbigliamento (829 milioni con + 9,8%), i prodotti in metallo (659 milioni, + 12,1%), gli apparecchi elettrici (319 milioni, +5,1%) i prodotti in metallo (309 milioni + 8,1%), i mezzi di trasporto (155 milioni, +17%), gli apparecchi elettronici (132 milioni, +10,8%). Leggermente in positivo l’export delle piastrelle in ceramica (586 milioni + 0,4%) mentre sono risultate in calo le vendite all’estero di prodotti alimentari (- 1,8%) nonché di gomma e materie plastiche (-3,4%).

Il principale mercato di sbocco ( import per 754 milioni di euro) resta la Germania che è cresciuta dell’8,2%, seguita da Francia (675 milioni) salita del 3%. In aumento anche le destinazioni per il Regno Unito (359 milioni, + 11,9%), gli Stati Uniti (491 milioni, + 17,8%), la Cina (162 milioni, +18,7%) e il Canada (54 milioni, +17,7%). Stabili gli scambi con la Russia (130 milioni).

“Se l’export è un traino per la crescita – conclude Storchi – i rischi di rallentamento derivano dall’incero contesto internazionale, caratterizzato da politiche protezionistiche dell’amministrazione statunitense e dalle possibili ritorsioni da parte di altri Paesi. Via barriere tariffarie e svalutazioni competitive, che rischiano di avere ricadute negative di cui si scorgono alcuni segnali. —

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