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A 96 anni se ne è andato il comandante partigiano «Ha salvato tante vite»

ADRIANO ARATI
A 96 anni se ne è andato il comandante partigiano «Ha salvato tante vite»

Ennio Pistoni era l’ultimo resistente del paese I funerali verranno celebrati oggi alle 15. Presenti Anpi e la banda musicale  

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CARPINETI

Un grande lavoratore, un combattente, una persona «a cui tanti dovevano la vita». Mercoledì pomeriggio all’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti è morto il 96enne carpinetano Ennio Pistoni, storico comandante partigiano cresciuto a San Biagio, il piccolo paese nella zona fra Marola e Felina. Il funerale si terrà oggi pomeriggio. Era l'ultimo resistente di Carpineti ancora in vita.

Il corteo funebre partirà alle 15 dalla camera ardente castelnovese e raggiungerà l’abitazione di Pistoni a San Biagio. Da lì, si proseguirà a piedi verso il cimitero accompagnati dalle canzoni di una banda musicale. I referenti Anpi della montagna ricorderanno la figura di Pistoni, ed è prevista anche una delegazione reggiana dell’associazione partigiana.

Il 96enne lascia i figli Effrem, Giancarla e Clelia avuti da Rosina Madini, scomparsa da tempo. Era originario di Canicchia di Casina. Da bambino, seguendo al famiglia di mezzadri, si era trasferito a San Biagio, dove i parenti lavoravano le terre del parroco. Pochi mesi dopo l’armistizio si era unito alle prime brigate partigiane che si stavano creando in montagna, così come aveva fatto il fratello Sereno. Era entrato in una formazione delle Brigate Garibaldi e ottenendo progressivamente, grazie alla propria calma e alla propria energia, ruoli di comando. Ha guidato tante operazioni e tante azioni, fra cui alcune delle più importanti battaglie della zona come quella di Cerrè Marabino e quella di Gatta, ed arrivò a fine conflitto col grado di sottotenente ed un’enorme stima attorno a sé.

«Ho conosciuto tante persone che, quando scoprivano di chi ero figlio, mi dicevano: “tuo padre mi ha salvato la vita”, ma lui non parlava tanto di quei tempi», racconta ora il figlio Effrem. Dopo la guerra, ha affrontato tanti cambiamenti dovuti alla terribile povertà di quel periodo. Da San Biagio si è trasferito a Sorgara, vicino a Pianzano, sempre nel carpinetano. A fine anni ’50, poi, la grande scelta, l’emigrazione verso Genova, dove tutta la famiglia Pistoni, compresi i giovani figli, si è ingegnata in tanti lavori. Un lungo impegno senza mai fermarsi, concluso solo con la pensione. —

ADRIANO ARATI

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