Il “Chierici” si presenta in una veste rinnovata dopo i lavori di messa in sicurezza antisismica
LA PRESENTAZIONE REGGIO EMILIAQuando riaprirà i battenti, lunedì 17, il Liceo artistico reggiano Gaetano Chierici si offrirà in una veste splendente. Lo storico edificio cittadino è stato infatti...
LA PRESENTAZIONE
REGGIO EMILIA
Quando riaprirà i battenti, lunedì 17, il Liceo artistico reggiano Gaetano Chierici si offrirà in una veste splendente. Lo storico edificio cittadino è stato infatti rimesso a nuovo, dopo il terremoto del 2012 che lo aveva ferito in più punti, e rinnovato nella organizzazione interna di aule e laboratori. Ieri mattina il brindisi per la conclusione dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza antisismica grazie ai fondi messi a disposizione della Provincia. All’esterno, lungo via Nobili, ci sono ancora alcune transenne (in una spicca a chiare lettere la curiosa autoesaltazione di Batia Hasan) che verranno però rimosse a breve consentendo così l’ingresso nello stabile anche da questo punto oltre che da via San Filippo.
Ieri la festosa cerimonia di annuncio della chiusura del cantiere con la visita ai locali sistemati nei diversi piani per mostrare la varietà delle opere effettuate. Accolti dalla dirigente scolastica Maria Grazia Diana sono intervenuti il presidente della Provincia Giammaria Manghi e la vice Ilenia Malavasi che ha la delega alle opere scolastiche nonché il dirigente del servizio infrastrutture Valerio Bussei unitamente al direttore dei lavori Fausto Bisi. «Possiamo finalmente offrire agli studenti del Chierici – ha osservato nel salutare gli ospiti la professoressa Maria Grazia Diana – una scuola bella e sicura. Siamo grati a chi ha reso possibile ed effettuato questo restauro che ridà nuova luce ad uno splendido palazzo».
Manghi ha poi narrato il difficile cammino burocratico che ha preceduto l’esecuzione dei lavori. «È un palazzo storico – ha spiegato – che non era stato aggiornato sul piano antisismico com’è invece necessario per l’accoglienza di una scuola. Subito dopo il sisma abbiamo raccolto le risorse necessarie che però sono state bloccate dal Patto di Stabilità. Un vincolo che nel 2015 abbiamo deciso di violare e nel 2016, per fortuna, ci è stato dato il via libera. Così che ora, dopo un anno e mezzo di lavori, siamo pronti per il nuovo anno scolastico. Lodevole l’impegno della dirigente dell’Istituto che ha trovato collaborazioni esterne per accogliere alcune aule ed è riuscita a svolgere regolarmente i percorsi formativi malgrado i lavori. Bravi gli esecutori delle opere. Possiamo rallegrarci con tutti per poter conservare una scuola tanto operosa in un edificio così bello». Prima di un’annotazione finale: «Siamo quasi alla fine del nostro mandato in Provincia ed è davvero incoraggiante poter annoverare fra i risultati positivi anche questo».
Ad agevolare l’intesa con altre scuole (in particolare Scaruffi Levi che ha ospitato alcune classi del Chierici) l’impegno della vice presidente della Provincia Ilenia Malavasi che non ha celato la propria soddisfazione per l’impegno di tutti. Ha quindi annunciato per il mese di ottobre una cerimonia ufficiale di inaugurazione del “nuovo” Chierici che ora sarà capace di offrire altri indirizzi di studio. L’ottima gestione del cantiere – ha precisato la Malavasi – ha infine consentito economie di scala che ora verranno utilizzate per ammodernare gli spazi del cortile dove si colloca un piccolo immobile nel quale si trovano i laboratori della ceramica.
L’ingegner Valerio Bussei, dirigente del servizio infrastrutture della Provincia ha successivamente illustrato, con diverse slide, la complessità del cantiere legato a vincoli architettonici imposti da un edificio storico ed ha descritto le opere eseguite come tiranti per le facciate, nuove solette ai piani per maggior rigidità dei solai, rifacimento di pareti, porte e finestre, nonché adozione di moderni impianti elettrici e termoidraulici.
Centrati dunque tutti gli obiettivi – ha concluso il direttore dei lavori ingegner Fausto Bisi – che hanno consentito di dotare il complesso immobiliare cittadino della massima sicurezza e di moderne tecnologie di servizio (come l’illuminazione led, un rilevatore anticendi, climatizzatore, ecc.) nonché rifacimenti e rifiniture che hanno fatto diventare aule, laboratori e uffici ambienti funzionali e ancor più gradevoli. Invitati ed ospiti sono stati infine accompagnati ad una visita di tutti gli spazi oggetto di modifiche e aggiornamenti a partire dalla Sala delle Colonne sino ai locali di sottotetto dove sono evidenti le opere appena realizzate capaci di proiettare verso il futuro un palazzo plurisecolare che forma ogni anno centinaia e centinaia di studenti reggiani. —
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