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Multa per il ticket non timbrato ma in stazione la macchina e rotta

Disavventura di una 16enne sul regionale Guastalla-Reggio Il padre: «Al capotreno ha spiegato l’inconveniente ma non è successo nulla»

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Passi che il trenino regionale Reggio-Guastalla e ritorno sia spesso in ritardo; passi che venga soppresso con frequenza per i motivi più disparati o si fermi – come ieri mattina – prima dell’arrivo a destinazione. Inaccettabile invece – secondo il padre di una studentessa sedicenne – che i ragazzi che lo utilizzano per andare a scuola vengano multati ingiustamente.

L’EPISODIO

Come è appunto accaduto a sua figlia che, pur avendo il biglietto ma non potendolo timbrare perché la macchina obliteratrice alla stazione di Guastalla era rotta, è stata sanzionata dai controllori saliti a Novellara.

«E dire – spiega l’uomo – che mia figlia non appena salita in treno ha comunicato al capotreno che non aveva potuto timbrare il biglietto ma si è sentita rispondere di stare tranquilla e aspettare e invece si è beccata la multa».

«Di aver pagato sei euro in più – prosegue l’uomo – non mi importa nulla, ma non mi sembra che gli operatori di Fer abbiano gestito la situazione con correttezza».

La ragazzina ogni mattina, monta sul regionale alle 7,05 per raggiungere, da Bagnolo dove abita, Guastalla dove la sua scuola ha una succursale.

Il disguido è accaduto al ritorno, alla fine delle lezioni. La sedicenne si era dimenticata a casa l’abbonamento e così, per la seconda volta in giornata, aveva acquistato il biglietto per la tratta Guastalla-Bagnolo. Peccato che alla stazione di Guastalla le obliteratrici non funzionassero «come capita anche troppo spesso» commenta il padre. È montata sul trenino, ha comunicato al capotreno che non era riuscita a timbrare il biglietto e si è sentita rispondere, appunto, di aspettare. Alla stazione di Novellara, dopo due fermate, sono saliti i controllori che visto il biglietto non obliterato hanno fatto il verbale alla ragazzina. «Mia figlia – conclude il padre – ha fatto male a dimenticarsi a casa l’abbonamento, ma da chi gestisce un servizio pubblico mi aspetterei un po’ più di serietà». —

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