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Commissione d’inchiesta sul caso della Municipale

Ambra Prati
Commissione d’inchiesta sul caso della Municipale

Martedì riunione dei capigruppo dell’Unione per decidere gli orientamenti In lizza per la presidenza Maurizio Vergallo, i lavori saranno a porte chiuse

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È stato fatto il primo passo – con la spada di Damocle della tempistica – per la nascita della Commissione d’inchiesta sullo scandalo della polizia municipale Val d’Enza, travolta, nel luglio scorso, dall’indagine della procura di Reggiocon i gravi addebiti rivolti al vicecomandante Tito Fabbiani, accusato a vario titolo, insieme alla collega e compagna Annalisa Pallai, di concussione, abuso d’ufficio, omessa denuncia, truffa aggravata ai danni dello Stato, mobbing e bossing.



Il pm titolare dell’indagine Valentina Salvi, dopo perquisizioni e intercettazioni che hanno preso spunto anche dalla soffiate di un “corvo” e iniziate nell’anno precedente, ha ottenuto ai primi di agosto la sospensione anche della comandante Cristina Caggiati, che svolgeva l’incarico aggiuntivo dell’anticorruzione.



In seguito allo scandalo, l’attuale presidente del’Unione (nonché sindaco di Cavriago) Paolo Burani aveva accettato la richiesta delle opposizioni di costituire una Commissione d’inchiesta. Martedì pomeriggio, in municipio a Cavriago, è stato fissato l’orientamento per dare il via alla Commissione con la conferenza dei capigruppo in Unione. Erano presenti tutti i gruppi consiliari del distretto, una decina di persone: Marco Bertolini (Gattatico Bene Comune), Maurizio Vergallo (Bibbiano Bene Comune), Natascia Cersosismo (M5S), Marco Orlandini (Cambia Sant’Ilario), Alfredo Gennari (Rilanciamo Canossa), Elena Montanari (FI-Nuovo Centrodestra per Montecchio), Carlo Bronzoni (Lega e Fratelli d’Italia per San Polo), Fulvio Violi di Bibbiano (capogruppo Pd nell’Unione Val d’Enza) e il presidente Burani. I primi punti fermi sono il numero di componenti: sei per la maggioranza, quattro per l’opposizione. La presidenza della Commissione, per Statuto, spetta a quest’ultima.



Ancora top secret i nominativi, che saranno deliberati il 28 settembre prossimo nel primo consiglio dall’Unione. Secondo i “rumors”, comunque, la presidenza potrebbe andare al bibbianese Maurizio Vergallo.

Stabiliti gli obiettivi: scopo della Commissione è verificare le procedure amministrative, approvate dal coniglio dell’Unione, per capire cos’è andato storto nella catena dei controlli. A questo fine la Commissione – le cui sedute saranno chiuse, il pubblico non potrà partecipare e le conclusioni saranno per iscritto – avrà la facoltà di eseguire audizioni dei funzionari, dei politici competenti in quel periodo (in primis Paolo Colli, presidente dell’Unione per due mandati f); la comandante Caggiati, perfino i vigili potranno chiedere l’audizione.



Se la Commissione inizierà i lavori non prima di ottobre, occorrerà fare i conti con la data delle elezioni amministrative del 2019: il tempo stringe, perché se si tornerà alle urne a maggio, per legge, due mesi prima (nel mese di marzo) decadranno in automatico i consiglieri, i sindaci e quindi l’Unione stessa. Una corsa contro il tempo. –



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