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Il nuovo comando della Municipale sorgerà al posto dell’Enocianina

Ambra Prati
Il nuovo comando della Municipale sorgerà al posto dell’Enocianina

Deciso il trasloco da via Brigata Reggio a viale IV Novembre L’operazione costerà 6 milioni e mezzo, lavori a fine 2019

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REGGIO EMILIA

La struttura imponente tra viale IV Novembre e via Turri costerà 6 milioni e mezzo di euro e l’inizio lavori è previsto a fine 2019. Questi i punti fermi del progetto della nuova sede della Municipale, che sorgerà in zona stazione: un’idea lanciata dal sindaco Luca Vecchi sulla Gazzetta di Reggio nel 2017.



Inizialmente erano cinque le location con i requisiti necessari (ampia superficie, accessibilità, riutilizzo dell’esistente e rigenerazione urbana), ma la scelta è caduta sulla stazione, «la più problematica della città dai tempi in cui io ero studente», ha detto Vecchi, perché «inserire il comando in quell’area innalzerà automaticamente la sicurezza. Far confluire 150 agenti ogni giorno e un centinaio di cittadini alla settimana avrà effetti benefici immediati».



Il luogo è l’aspetto più azzeccato del piano: viale IV Novembre, nell’area dell’ex l’Enocianina Fornaciari, storica industria di coloranti abbandonata, che sarà espropriata. Al suo posto sorgerà un edificio di 4.500 metri quadrati (il triplo rispetto all’attuale sede di via Brigata Reggio), su tre piani in altezza e uno seminterrato per il personale di 2.135 metri quadrati, attorniato da una settantina di posti auto più un’ottantina nel terzo piano interrato di piazzale Marconi, pensato per accogliere 150 agenti ma con una capienza possibile fino a 200. Sono previsti 43 uffici e 101 postazioni di lavoro e due vie d’accesso: un ingresso per il pubblico da viale IV Novembre e uno per il personale connesso a via Turri.



«Sono pienamente soddisfatto: è da quando sono arrivato a Reggio, due anni fa, che sento ventilare l’ipotesi nuova sede. Quella attuale è all’interno di un condominio e con problemi di spazio», ha dichiarato il comandante della Municipale, Stefano Poma. La nuova sede, ha proseguito Poma, consentirà di inglobare i distaccamenti di via Turri e del centro storico mentre «le sedi di nord-est e sud-ovest (una ventina di agenti ciascuna, ndr) rimarranno. Può essere che il trasferimento avvenga per gradi. Intanto però con la chiusura di via Turri non dico che avremo un piantone, ma senz’altro una pattuglia fissa in piazzale Marconi».



Siamo ai primi passaggi amministrativi ma la strada è lunga: lunedì la scadenza del bando Rigenerazione dell’Emilia-Romagna per ottenere un finanziamento di 1,5 milioni di euro, quindi a fine ottobre in consiglio ci sarà l’atto per provvedere all’esproprio e, tra la risposta della Regione e l’investimento di Stu, si conta di poter avviare i lavori nella seconda metà del 2019. I tempi sono stretti, anche perché un requisito per ottenere il contributo regionale è di procedere alla gara d’appalto entro il 31 dicembre 2019. —



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