VAL D'ENZA
Si fingono carabinieri o poliziotti per rubare nelle case di anziani
"Cerchiamo i ladri che potrebbero nascondersi nella sua abitazione": così convincono a farsi aprire la porta. Un colpo sventato da una badante a Montecchio. A Bibbiano una coppia di 80enni li fa entrare, poi scopre il raggiro
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VAL D’ENZA. «Hanno appena fatto un furto stiamo cercando i ladri che si sono nascosti dentro casa sua». Arriva dalla Val d’Enza la nuova strategia posta in essere da falsi poliziotti e carabinieri che in questo modo cercano di entrare nelle case degli anziani per derubarli dei loro averi.
Nonostante la forte campagna di sensibilizzazione, portata avanti da oltre due anni dai carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia (marescialli che dal pulpito della chiesa al termine delle messe fanno la predica agli anziani, incontri promossi dai carabinieri nei paesi con gli anziani, gli accordi con il vescovo per un’azione più capillare anche nelle minori frazioni etc...) con continui inviti a diffidare dagli estranei e chiamare il 112, stia dando importanti risultati sul piano preventivo, continuano le incursioni dei truffatori con nuove strategie truffaldine proprio per rompere il muro alzato dai carabinieri con l’attività di sensibilizzazione.
Ne è la riprova quanto avvenuto ieri pomeriggio tra Montecchio Emilia e Bibbiano, nella Val d’Enza reggiana, dove i carabinieri hanno registrato due incursioni truffaldine con le nuove modalità di raggiro che hanno visto i truffatori, vestiti elegantemente, presentarsi nelle abitazioni di due anziani.
Qualificatisi falsamente quali carabinieri in un caso e polizia nell’altro, sostenevano di cercare dei ladri rifugiatisi nelle abitazioni delle vittime. Un pretesto per accedere nelle case e derubare gli anziani.
In un caso a Montecchio Emilia i due dopo aver convinto l’80enne si sono imbattuti nella sua badante che “istruita” dai figli ha subito chiamato i carabinieri mettendo in fuga i truffatori. Al contrario a Bibbiano i due coniugi 81enni hanno creduto ai due truffatori che, entrati in casa, hanno invitato i due coniugi a entrare in camera e attendere l’esito dei controlli finalizzati a cercare i ladri.
Un pretesto per frugare in casa senza fortunatamente rubare nulla non avendo trovato preziosi e contanti. Quando, dopo un’ora e mezza, i due anziani hanno chiamato il 112 per sapere se erano stati trovati i ladri, i veri carabinieri compreso il raggiro sono subito intervenuti, avviando le indagini e “istruendo” la coppia di anziani per il futuro.
Nel frattempo nell’intera zona è scattata la caccia ai truffatori. L’attenzione dei carabinieri reggiani è massima anche sul fronte delle indagini per assicurare alla giustizia questi farabutti senza scrupoli: a dimostrarlo la recente operazione “Porta a Porta” condotta dai carabinieri del comando Provinciale di Reggio Emilia che hanno assicurato alla giustizia 31 truffatori facenti parte di un’organizzazione criminale di matrice napoletana responsabile di oltre 100 analoghe truffe compiute ai danni di anziani in tutto il nord Italia tra cui la nostra provincia.
Un’operazione che ha certamente contenuto il fenomeno senza però arginarlo del tutto. A margine dei saluti agli organi di informazione il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, Colonnello Antonino Buda, l’aveva preannunciato: «Attenzione sono in azione truffatori che stanno agendo con nuove strategie. L’aver assicurato alla giustizia 31 truffatori nell’indagine Porta a Porta non fermerà questi farabutti, bisogna mantenere alta la guardia».
Proprio come ha fatto la badante dell’anziano oggi che con la sua condotta attenta e vigile ha impedito che venisse compiuta la truffa.
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