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Anti islamisti e antifascisti in presidio «Ma il centro culturale non si farà»

Adriano Arati
Anti islamisti e antifascisti in presidio «Ma il centro culturale non si farà»

Una trentina i rappresentanti di Forza Nuova ieri a Veggia, un centinaio contro di loro. Ma il progetto intanto tramonta

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CASALGRANDE

Presìdi lontani e opposti. Erano probabilmente decenni che il piccolo centro di Veggia non vedeva così tante bandiere e una presenza così massiccia di forze dell’ordine come ieri. La manifestazione di Forza Nuova contro il progetto di centro islamico all’ex macello, acquistato lo scorso anno dalla comunità musulmana del comprensorio ceramico, ha generato una notevole reazione a catena. Ma mentre le due fazioni protestavano, proprietario e associazione annunciavano: «Il progetto non si farà».



In risposta al presidio organizzato dalla forza di estrema destra, ieri mattina come annunciato, è arrivato un contro-presidio che ha radunato forze di sinistra, Comune, Anpi e Cgil. E anche un intervento corposo di polizia, carabinieri e polizia municipale. Fra i due ritrovi, lungo quella via Radici che taglia in due l’abitato, sono stati sistemati decine di agenti, uomini della Digos coordinati dal dirigente Lucio Di Cicco e personale del Reparto mobile di Bologna.

L’elettricità era palese, ma a questo si è rimasti: ognuno ha parlato nel suo presidio e solo al termine la manifestazione antifascista, più numerosa - circa un centinaio di persone, contro una trentina dall’altra parte - ha percorso in corteo via Radici sino alla piazza centrale in cui prima si trovavano gli esponenti di Forza Nuova. Una piccola “riconquista” conclusiva, prima dei saluti.

Qualche urla lanciato da persone che passavano ha generato grida di reazione, ma tutto sempre ben dentro ai limiti.



Forza Nuova si è sistemata nella piazzetta principale: una trentina di persone in camicia bianca e bandiere distese arrivate dal resto della regione, affiancate anche da un rappresentante del Pai (Partito Anti Islamista). A lato, ad ascoltare, anche Roberta Rigon di Fratelli d’Italia e Massimiliano Camurani, ex coordinatore reggiano di Forza Italia. Mancano, almeno nello schieramento, gli abitanti della zona. «Lo capiamo, è difficile mostrarsi pubblicamente in una realtà piccola come la vostra, ma sappiamo che ci appoggiate, ci aggiornate e siete con noi», ha detto il bolognese Stefano Colato parlando al megafono. Ed è tornato a battere sui tasti della protesta: «L’Islam ha tante facce e alcune sono pericolose, basta pensare agli attentati nei paesi europei, magari nati in quartieri completamente in mano agli islamici».



Superavano abbondantemente il centinaio i partecipanti al raduno antifascista a poca distanza, organizzato dalle Notti Rossi di Casalgrande e progressivamente aperto a tanti gruppi e forze politiche.

Presente gran parte dell’amministrazione comunale, a partire dal sindaco Alberto Vaccari, che nel suo intervento ha ringraziato per la mobilitazione e la solidarietà ricevuta. Con lui il parlamentare Pd ed ex sindaco di Casalgrande Andrea Rossi, la consigliera regionale Silvia Prodi, il presidente dell’Anpi provinciale Ermete Fiaccadori, le delegazioni della Cgil e di tante sezioni Anpi, oltre che di gruppi antifascisti reggiani, modenesi e carpigiani e dei vari partiti della sinistra. —



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