Cispadana, raccolte 100 firme dalla petizione lanciata dal Pd
Raccolte in 48 ore le prime sottoscrizioni a favore delle grandi opere Il sindaco: «La maggioranza dei cittadini crede nelle opportunità dell’autostrada»
REGGIOLO
Dopo l’attacco del Movimento 5 Stelle, che con le dichiarazioni del sottosegretario Michele Dell’Orco, ha puntato il dito sugli oltre 200 milioni di euro che mancano per la realizzazione delle Cispadana, con l’invito alla Regione a declassare l’autostrada in superstrada, il Pd torna la carica.
LA PETIZIONE
Lo fa annunciando che sono oltre 100 le firme raccolte in meno di 48 ore per difendere il progetto dell’autostrada Cispadana.
La petizione, organizzata dal Pd Reggio Emilia, chiede al governo di non interrompere l’iter per realizzare nuove infrastrutture, come appunto l’autostrada Cispadana, la bretella Campogalliano-Sassuolo e la tangenziale di Rubiera, il nuovo passante di Bologna, la bretella di Rivalta, la tangenziale di Fogliano e la tangenziale Nord di Reggio Emilia. «La maggioranza dei reggiolesi – precisa il sindaco di Reggiolo, Roberto Angeli – sostiene che questa autostrada possa essere un’opportunità per il territorio auspicando l’attivazione del cantiere nel più breve tempo possibile. Questa raccolta firme mostra che la cittadinanza vuole questa infrastruttura e che il territorio non chiede di certo un declassamento dell’infrastruttura da autostrada a superstrada, anzi il territorio con questa raccolta firma sostiene il progetto e aspetta con ansia l’inizio del cantiere».
LA LEGA NORD
Dalla Lega Nord, che come il M5s, è sempre stato dalla parte di una superstrada al posto dell’autostrada, attacca invece il capogruppo in Regione Alan Fabbri: «Il comunicato del ministero dei Trasporti sulla reale situazione della Cispadana, certifica il fallimento di Bonaccini, di Donini e di tutto il Pd a livello regionale. Al territorio e alle aziende la Cispadana, serve e la sinistra non è riuscita a realizzarla per incapacità. Tutto il resto sono le solite bugie di chi prova a fare scaricabarile per nascondere le proprie incapacità».
«Il piano finanziario presentato sull’opera si è rivelato poco trasparente, pieno di lacune - aggiunge - Mancano all’appello più di 200 milioni necessari per la realizzazione dell’infrastruttura. È per questo che la Cispadana ancora non è stata completata. La colpa dell’enorme ritardo, dunque, è esclusivamente della sinistra da sempre alla guida della Regione, compresi il governatore Stefano Bonaccini e l’assessore Raffele Donini che, per non ammettere il fallimento, si sono fatti scudo dietro ai governi di centrosinistra».
«Il completamento dell’infrastruttura è stato rinviato per anni senza che venisse resa note la vera ragione dei ritardi: mancano i fondi necessari e il piano economico finanziario presentato non è trasparente - aggiunge il capogruppo - Tutto il resto sono le solite bugie della sinistra che ancora una volta sperava di addossare al governo le responsabilità politiche delle proprie incapacità». —
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