“Classi pollaio”, il caso finisce sul tavolo del ministro all’istruzione
REGGIO EMILIAFinisce sul tavolo del ministro dell'istruzione il caso delle “classi pollaio” all'istituto per geometri “Angelo Secchi”. Per nulla rassegnati anche di fronte al “muro” che il dirigente...
REGGIO EMILIA
Finisce sul tavolo del ministro dell'istruzione il caso delle “classi pollaio” all'istituto per geometri “Angelo Secchi”. Per nulla rassegnati anche di fronte al “muro” che il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale ha alzato di fronte alle loro rimostranze, i genitori dei ragazzi che da domani mattina si troveranno stretti in due classi anziché tre come era l'anno scorso quando gli stessi ragazzi frequentavano la prima.
Domani infatti i ragazzi si divideranno in due classi da 28 e 29 alunni. E dovranno fare i conti con le conseguenze di questo accorpamento anche cinque ragazzi con gravi disabilità certificate e altri sette ragazzi a cui è invece stato diagnosticato un disturbo specifico dell'apprendimento (i dsa).
Invero è proprio su questo aspetto che i genitori fanno leva. Perché la scelta del dirigente dell'ufficio di accorpare quelle classi andrebbe contro le norme che prescrivono che il rapporto disabili/classe non dovrebbe andare oltre l'uno ogni venti. Una proporzione che, a detta dei genitori, è saltata. È in sostanza il rispetto della legge che i genitori chiedono affinché la scuola assolva il suo compito e non si riduca a un mero parcheggio. Ma poi mettono in guardia il ministro dal rischio che sia il Tar – a cui i genitori sono pronti a rivolgersi – a sconfessare un altro pezzo dello Stato che non rispetta le leggi vigenti. «Quale esempio, quale messaggio lasciamo ai nostri figli?» si chiedono i genitori nella lettera. Il caso del Secchi può finire anche in Parlamento. La lettera infatti, oltre che al ministro, e ai dirigenti degli uffici regionali della scuola, è indirizzata anche ai parlamentari reggiani. Nell'indirizzario della lettera c'è infatti il nome della parlamentare del Pd Vanna Iori, che da sempre si occupa di temi legati a scuola ed educazione. Ma tra i destinatari della missiva ci sono anche il deputato leghista Gianluca Vinci e la voce presidente della Camera, Maria Edera Spadoni, del Movimento 5 Stelle: due esponenti dei due partito oggi al governo del Paese. Della serie: non conta il colore del gatto, conta che acchiappi il topo. —
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