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La processione col Cristo dedicata ai morti di Genova

MAURO PINOTTI
La processione col Cristo dedicata ai morti di Genova

Lo ha detto in apertura don Evandro, con la campana che ha fatto 43 rintocchi In 1.500 hanno preso parte alla benedizione del Po per chiedere protezione

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BRESCELLO

L’ormai tradizionale processione con il “crocefisso parlante” quest’anno è stata dedicata alle vittime del ponte di Genova.

Una catastrofe che ha segnato tutti.

Lo ha detto chiaramente don Evandro Gherardi, ieri sera, in apertura della celebrazione. Un momento solenne accompagnato dalla tromba della banda, che ha suonato il silenzio, e 43 rintocchi della campana, per ciascuna delle vittime di una tragedia che ha scosso tutti.

C’erano oltre 1.500 persone ieri sera per un appuntamenti molto amato: la benedizione del fiume Po con il crocefisso dei film di don Camillo e Peppone, promossa dall’ Unità Pastorale di Boretto-Brescello e Lentigione con Sorbolo Levante, la Pro Loco Aps di Brescello e il patrocinio del Comune di Brescello.

L’EVENTO

La manifestazione si è svolta in collaborazione con la Fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone” e ha visto in corteo la partecipazione di intere famiglie con mamme e passeggini e papà. Tante le persone arrivate anche da fuori, per un momento capace di portare a Brescello tante persone anche dai paesi limitrofi.

Come sempre, ai lati della chiesa erano presenti i volontari della protezione civile di Brescello e della Val d’Enza.

Prima della partenza, quindi, il parroco ha voluto coinvolgere i partecipanti in un momento di preghiera dedicato a quanto accaduto a Genova a Ferragosto. Quindi, la banda di Bagnolo-Correggio è andata in testa al corteo che ha sfilato per piazza Matteotti, via Panizzi, via Soliani, zona Lido Enza per arrivare al fiume Po. Il lungo serpentone illuminato da centinaia di candele e fiaccole si è snodato per circa un chilometro tra la piazza della chiesa di Santa Maria Nascente e la strada che si immerge nella golena e che costeggia l’Enza fino a raggiungere la foce dove le acque si immettono nel Po.

IL PERCORSO

Il buio sentiero golenale era stato debitamente marcato e segnalato da un centinaio di candele.

Sempre di grande suggestione la benedizione del fiume con lanterne colorate calate in acqua e trasportate dalla corrente: tutte preghiere a Dio per chiedere protezione contro le calamità naturali come alluvioni e terremoti e chiedere che non succeda mai più quello che è avvenuto il 12 dicembre del 2017 quando l'Enza ha rotto gli argini e ha allagato Lentigione: un ricordo ancora molto vivo.

Preghiere anche per le terre coltivate affinché diano sempre buoni frutti.

Alla benedizione del fiume Po, accanto al parroco di Brescello don Evandro Gherardi erano presenti il sindaco Elena Benassi – alla sua prima esperienza da primo cittadino in processione, essendo stata eletta lo scorso giugno – con la sua giunta. Presente anche il comandante della stazione dei carabinieri di Brescello maresciallo Antonio Orfei.

Alla termine, al ritorno dalla processione, tutti in piazza Matteotti dalla Pro loco per cenare sotto le stelle e sotto i portici, con gnocco fritto (torta fritta) e salumi misti. —

MAURO PINOTTI

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