Lacrime in ricordo di Filippo Pizzarelli, morto a 28 anni nell'auto in fiamme: "Era mite e garbato"
Il sindaco di Sant’Ilario, Marcello Moretti, ricorda il 28enne negli anni in cui fu suo insegnante all’istituto D’Arzo di Montecchio. Ancora grave il 27enne che era con lui in auto al momento dell'incidente sulla tangenziale di Parma
SAN POLO. In via De Gasperi ieri, subito dopo che la notizia della morte di Filippo Pizzarelli si è diffusa in paese, è stato continuo il mesto pellegrinaggio di amici e parenti. Molti giovani in lacrime sono giunti a varcare i cancelli posti proprio sulla piccola rotonda di via De Gasperi, dove campeggia l’insegna della rivendita di materiale edile, poco dopo il centro del paese.
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Come un abbraccio lungo e forte alla famiglia, devastata da una perdita tanto grave, avvenuta in circostanze così drammatiche e ancora in parte da chiarire. Oltre a quell’ammasso di lamiere devastate dal fuoco resta la vicenda di un giovane uomo che avrebbe dovuto affrontare ancora tante prove emozionanti della vita.
«Uno studente mite e timido, che si applicava molto e nel tempo aveva saputo crescere in consapevolezza», così lo ricorda, con grande affetto, Marcello Moretti, sindaco di Sant’Ilario, e che fu suo insegnante di tecnologia grafica quando Pizzarelli era studente all’istituto D’Arzo di Montecchio, sezione grafici.
Moretti non insegna più da diversi anni, ma ricorda molto bene i suoi studenti. Soprattutto quelli come Filippo. «Era un ragazzo molto garbato e riservato, ma per timidezza – prosegue Moretti – Poi era cresciuto, come studente e come persona, acquisendo sempre più consapevolezza nelle sue capacità. Perché la scuola è così, riesce a fare emergere le caratteristiche migliori dei ragazzi. Anche per questo notizie simili per me sono devastanti. Diverse altre del genere ho avuto negli anni, purtroppo. Esprimo alla famiglia tutta la mia vicinanza».
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