Le opposizioni si uniscono per battere il Pd nel 2019
C’è già aria di campagna elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative Alberto Iotti, figlio di un partigiano, si presenta con la lista “Alternativa civica”
SANT’ILARIO
Con l’unione delle due opposizioni esistenti in un’unica lista civica, la minoranza di Sant’Ilario tenterà di replicare il colpaccio di Campegine.
Sono, infatti, già iniziate le grandi manovre in vista delle prossime amministrative del 2019, quando i santilariesi (insieme a molti altri reggiani e ai “vicini” di Gattatico) saranno chiamati alle urne per designare l’erede del sindaco Marcello Moretti, al secondo mandato e quindi non più rieleggibile.
Quindici giorni fa, durante una riunione alla quale hanno partecipato una quarantina di persone, è stato deciso che le minoranze “Cambia Sant’Ilario” (guidata da Marco Orlandini) e “Lavorare per Sant’Ilario” (capogruppo da Enrico Maccieri e nata nel 2009), confluiranno in un nuovo movimento politico che ha già un simbolo: “Alternativa Civica per Sant’Ilario e Calerno”.
Il fronte comune ha interpellato la terza opposizione esistente, la Lega Nord, in consiglio con un solo rappresentante, Gioele Malvica, ma il Carroccio ha risposto picche e correrà da solo. Assenti - almeno per ora, ma c’è tempo - i grillini: il M5s, presente in altri comuni limitrofi, a Sant’Ilario non ha mai attecchito. L’assemblea costituente di “Alternativa” Civica ha indicato all’unanimità Marco Orlandini e Alberto Iotti come portavoce della lista, fino a quando non verranno definite le candidature ufficiali.
Il candidato sindaco sarà Alberto Iotti, il figlio di Piero (il partigiano compianto sindaco dal ’51 al ’60), formazione di sinistra ma da anni all’opposizione: è stato consigliere comunale, consigliere nell’Unione Val d’Enza e membro della Commissione consiliare per la fusione tra i Comuni di Sant’Ilario, Campegine e Gattatico, cui era favorevole («se fosse stata gestita in un altro modo»). Da definire i nomi dei 16 candidati della lista, per la quale si seguirà il criterio, afferma Iotti, di «un mix di competenza e giovani che abbiano voglia di impegnarsi e studiare».
È stata definita una bozza di programma, che Iotti anticipa così: «La ripresa del dialogo tra Sant’Ilario, Campegine e Gattatico; polizia municipale; cinema teatro forum; tassazione locale; manutenzione ordinaria di strade e parchi; casello autostradale; un municipio aperto alla cittadinanza».
L’obiettivo dichiarato dalla nuova coalizione è «intercettare i delusi del Pd e coloro che, pur provenendo da percorsi politici differenti o votando Pd alle concomitanti elezioni europee del 2019, vogliono un’alternativa a livello locale ad un partito che ha esaurito la sua spinta propulsiva. C’è bisogno di aria nuova».
«Cambia aria». Riecheggia lo slogan di un cartellone pubblicitario (una donna che apriva la finestra) che diventò virale a Campegine, dove, sull’onda lunga della vittoria anti-fusione, nel giugno 2017 “Rinascita Campeginese” riuscì nell’impresa di abbattere il muro del Pd (al potere da oltre cinquant’anni) sconfiggendo Daniele Menozzi, tuttora assessore all’Edilizia e Trasporti a Sant’Ilario. Con la differenza che nel Comune dei fratelli Cervi, a parte l’ex socialista e uomo navigato Artioli, la squadra che si era presentata era davvero tutta nuova. —
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