«Siamo pronti a vendere a chi oggi sta protestando»
Anche l’imprenditore arabo dell’area che fa tanto discutere era presente alle manifestazioni E l’associazione dichiara: «Non serve un’altra moschea»
CASALGRANDE
«Il centro islamico non si farà, stiamo ragionando anche su altre opzioni. Ma se queste persone sono così interessate a quell’area vengano a parlare, noi siamo anche disponibili a venderla». Alla manifestazione anti-fascista erano presenti anche alcuni rappresentanti della comunità musulmana della Val Secchia che gravita attorno a Sassuolo, fra cui Hicham Ouchim, presidente dell’associazione islamica locale, e Qasim Zahi, oggi proprietario dell’ex macello di Veggia, acquistato all’asta nel 2017. Ed è lui a parlare della situazione dell’enorme complesso. «Il nostro progetto originale prevedeva tante strutture, per ora rimane tutto quanto fermo. Stiamo anche valutando altre strade, cerchiamo un imprenditore interessato a costruire una palazzina residenziale nell’area già abilitata. Ma è tutto molto chiaro, se le persone che protestano sono così interessate a quell’area possiamo anche parlarne, noi siamo disposti anche a venderla», continua. Zahi parla anche dei movimenti all’interno della struttura. «Abbiamo fatto potare degli alberi. C’è una persona che vive nella parte agibile. Inoltre io sto usando l’area, di mia proprietà, come magazzino. A breve inizieranno degli altri lavori, ma per liberare il complesso dall’amianto rimasto, come previsto dalla legge», precisa.
Nei mesi scorsi si è parlato anche di un’ipotesi moschea, ma Zahi smentisce: «Non ne abbiamo mai parlato e per noi non sarebbe di alcuna utilità. Esiste già una moschea a Sassuolo, su cui abbiamo vinto una battaglia legale arrivata sino al Consiglio di Stato, che senso avrebbe farne un’altra?». —
ADR.AR.
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