Salvini contro il giudice che ha annullato l’espulsione del malato
Il ministro dell’Interno è intervenuto sul caso del georgiano che non può essere allontanato da Reggio per potersi curare
reggio emilia
«E la chiamano “giustizia”. Cambiare tutto». Con questa frase, condita da tre punti esclamativi finali, il ministro dell’Interno leghista, Matteo Salvini, ha commentato la decisione del giudice di pace reggiano di annullare l’espulsione di un georgiano 35enne, ritenuto dalla polizia un «pericolo per l’ordine pubblico».
Lo straniero, secondo quanto stabilito dal giudice, deve infatti poter proseguire le cure mediche alle quali è sottoposto qui a Reggio Emilia poiché, se le dovesse interrompere, ne potrebbe risentire in modo grave la sua salute. Una sentenza che, come prevedibile, ha scatenato la reazione del ministro e leader del Carroccio, sempre mediaticamente attento alle questioni che riguardano migranti, espulsioni e criminalità straniera.
Fra le motivazioni formali dell’espulsione, chiesta dalla questura e ordinata dalla prefettura, vi è il fatto che il georgiano non ha risorse per mantenersi e non ha un’abitazione, non ha documenti di identificazione e si è opposto ad abbandonare il territorio italiano. Il 35enne inoltre è già stato oggetto di una denuncia per il furto di un tablet al Tigotà e, a suo carico, ci sono diverse segnalazioni per furti di biciclette.
L’avvocato Ernesto D’Andrea ha poi impugnato il decreto del prefetto, portando davanti al giudice di pace Silvia Tanzi la documentazione medica, un rappresentante dell’Ausl come testimone e citando la sentenza della Corte Costituzionale che non fa altro che confermare quanto già ampiamente scritto nella Costituzione, all’articolo 32, a tutela del diritto alla salute: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti».
Un principio che, come stabilito dalla Corte e confermato dal giudice di pace reggiano, non può essere sospeso in nessun caso e porta all’affermazione di un secondo principio: se l’espulsione di uno straniero ne compromette il suo stato di salute deve essere annullata. —
LEONARDO GRILLI
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