Ferretti evade ancora una volta «Stavo andando in ospedale»
Il 45enne si giustifica in udienza ma presto dovrà affrontare un nuovo processo davanti al giudice Iusto che riapplica la stessa misura restrittiva
REGGIO EMILIA
Altri guai per il 45enne Mirko Ferretti e ancora una volta l’accusa è di evasione dagli arresti domiciliari.
Domenica pomeriggio – intorno alle 15 – in un normale controllo le forze dell’ordine non l’hanno trovato in casa (vive in città in un appartamento con la fidanzata) e sono subito scattate le ricerche, finché non è stato rintracciato telefonicamente circa un’ora dopo e poi bloccato. Poche ore dopo, cioè ieri mattina, si è giustificato in tribunale – davanti al giudice Sarah Iusto – spiegando che sapeva di dover avvertire gli inquirenti, ma sentiva delle fitte al costato e stava andando in ospedale per capire cosa gli stava accadendo. Il giudice Iusto ha convalidato l’arresto e rimesso ai domiciliari Ferretti (come richiesto anche dal pm Iacopo Berardi) e se ne riparlerà a giudizio più avanti.
Il 27 agosto i carabinieri hanno bloccato il 45enne a La Vecchia mentre era fermo in auto davanti all’ufficio postale. Per gli investigatori stava per compiere una rapina, visto che era in possesso oltre che della bomba anche di una pistola scacciacani (ma priva del tappo rosso) e di una parrucca. Ferretti era in stato confusionale e probabilmente è ripiombato in quella dipendenza dalla droga che ha contrassegnato in negativo la sua esistenza. Accusato di violazione della sorveglianza speciale e detenzione di arma da guerra (cioè la bottiglia molotov), Ferretti è poi ritornato agli arresti domiciliari e su questa decisione pende l’impugnazione del pm Giulia Stignani. Per la Procura la pericolosità di Ferretti è tale da richiedere la misura cautelare in carcere. Una misura restrittiva che per chi indaga poggia sui turbolenti precedenti penali del 45enne che non sarebbero solo risalenti a vent’anni fa (da rapinatore armato di siringa) ma anche recenti fra furti e due assalti in banca, un processo in arrivo per maltrattamenti ed estorsione alla madre (accuse datate sino all’ottobre 2017) e la verifica su una serie di evasioni dagli arresti domiciliari. Ora anche quest’ultima.
T.S.
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