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Maltrattamenti e parolacce bimba allontanata dal padre

Maltrattamenti e parolacce bimba allontanata dal padre

La figlia di dieci anni è ora seguita dai servizi sociali Ieri in tribunale a Reggio il perito l’ha considerata attendibile nei suoi racconti

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VAL D’ENZA

Una famiglia a dir poco disgregata: la figlia di dieci anni è stata allontanata dal nucleo familiare ed ora è seguita dai servizi sociali, il padre 46enne è finito sotto accusa per maltrattamenti e violenza assistita (questo tipo particolare di reato si realizza nel caso in cui il minore è obbligato, suo malgrado, ad assistere a ripetute scene di violenza sia fisica che verbale tra i genitori o, comunque, tra soggetti a lui legati affettivamente).

Un clima familiare che per gli inquirenti – le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi – ha devastato la figlia, da qui la decisione di separarla dai genitori.

Siamo ancora nella fase delle indagini preliminari, comunque ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia – si è svolto l’incidente probatorio – ovviamente a porte chiuse – davanti al giudice Luca Ramponi.

E il perito che ha esaminato la bimba sul piano psicologico, l’ha ritenuta attendibile, i suoi racconti logici e coerenti.

Attraverso vari incontri, il professionista è arrivato alla conclusione – esposta ieri in aula – di come la bambina sia da ritenere credibile. La difesa e relativo consulente hanno contrastato l’esito di questa perizia, con una serie di domande di replica.

Tesi e controtesi che hanno reso l’udienza anche piuttosto accesa. Ora gli atti tornano al pm Pigozzi che dovrà formulare l’imputazione definitiva, concludendo le indagini. In aula non è presente il padre indagato. Ha invece assistito all’udienza l’avvocato Marco Scarpati che tutela – come parte offesa – la bimba e i servizi sociali che seguono il caso. «Sono emersi elementi tali – si limita a dire l’avvocato Scarpati all’uscita dall’aula – che è giunta l’ora di definire il caso sul piano processuale». Essendo il pm Pigozzi sul piede di partenza (è stata trasferita in Corte d’appello a Milano), il caso giudiziario verrà affidato prossimamente ad un altro magistrato inquirente, visto che ormai si profila la chiusura delle indagini e il relativo sbocco a processo. —

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