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«Mi sento un miracolato e quando sarò grande penso di fare l’infermiere»

AM.P.
«Mi sento un miracolato e quando sarò grande penso di fare l’infermiere»

Lorenzo Loschi ieri mattina emozionato accanto a mamma e papà accolto dai baci e dagli abbracci degli ex compagni di classe

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MONTECCHIO. «Mi sento un miracolato. Quello che è accaduto mi ha fatto crescere e mi ha reso più maturo. Cosa voglio fare da grande? Me lo chiedono tutti, io non ho le idee chiare. Mi piacerebbe aiutare gli altri: forse farò l’infermiere». Lorenzo Loschi, che accanto all’ex insegnante Fabiana Costi pare alto ed esile, ieri era molto commosso. Il ritorno a scuola, dopo un anno di black out, gli ha provocato una marea di emozioni: gli occhi puntati su di lui, per natura timido, hanno fatto sì che i suoi occhi diventassero lucidi a più riprese e la voce si incrinasse, davanti dall’accoglienza dei suoi ex compagni al momento della prima campanella mattutina e ai numerosi baci e abbracci di chi lo ha incrociato nei corridoi. Al suo fianco i genitori, Gianni e Amelia Nobili, residenti in Strada per Sant’Ilario, non lo hanno lasciato un attimo.

«È stata dura, abbiamo scalato una montagna. Ora ci aspetta un’altra prova: quella del ritorno alla normalità», ha detto la mamma, impiegata, che per seguire il figlio ha dovuto prendere un periodo di aspettativa e che pare il perno grazie al quale tutto gira. Avendo frequentato un solo mese, Lorenzo quest’anno ripeterà la seconda: di conseguenza è entrato in una classe nuova. «Ma i miei compagni li vedrò comunque e li ringrazio perché sono venuti a trovarmi spesso a casa, così come ringrazio gli insegnanti per le loro telefonate e la preside Maria Sala per le sue visite in ospedale», ha affermato Lorenzo, malfermo sulle gambe, unico segno tangibile dell’odissea appena trascorsa.

«La fisioterapia è stata non solo lunga, ma anche dolorosa: i primi mesi usciva dalle sedute con le lacrime agli occhi – spiega la mamma –. Rimetterlo in piedi è stato impegnativo: gli esperti hanno dovuto “tirare” i muscoli, non più abituati alla posizione eretta. Il problema cardiaco è stato risolto dall’operazione: i dottori hanno detto che Lorenzo dovrà tenersi controllato (un esame ogni sei mesi), ma potrà condurre una vita normale, anche fare sport. Certo non agonistico».

«Non che fossi un grande sportivo nemmeno in precedenza – scherza il giovane –. Sono sempre stato sedentario e quando sono rientrato nella mia camera ero felicissimo di ritrovare i videogiochi». I genitori precisano che i risultati scolastici, per ora, sono in secondo piano. «Non sappiamo se questo è l’anno giusto per lo studio; l’importante è che sia un nuovo inizio». —

AM.P.

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