Gazzetta di Reggio

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distretto ceramico 

Padre accusato di aver abusato della figlia da quando aveva 3 anni

Elisa Pederzoli

L’indagine partita dopo un disegno della piccola. I medici hanno riscontrato lesioni compatibili

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CERAMICHE

È una storia che fa rabbrividire, quella arrivata ieri sui banchi del palazzo di giustizia di Reggio Emilia: quella di un padre accusato di aver violentato la figlioletta, da quando aveva tre anni e fino all’aprile scorso, quando la piccola non aveva ancora compiuto 7 anni.



L’indagine è ancora all’inizio. Ma c’è già un certificato medico che parla di lesioni compatibili con una violenza sessuale, ripetuta nel tempo. Ed è un referto che pesa come un macigno.

Tutto è iniziato con un disegno, quello che la bambina ha fatto alla scuola materna. Non paesaggi e casette, ma la sagoma di una bambina e di un uomo grande. Una figura maschile che in quel foglio tracciato con i pennarelli tocca la bambina. L’insegnante che se lo è trovata per le mani si è insospettita. Si è preoccupata. E ha interpellato i Servizi sociali. È quindi intervenuta la psicologa, che ha iniziato a comunicare con la piccola. E alla fine sono riusciti a ricostruire che quella figura maschile presente in quel disegno è il padre della bambina.

È partita così l’inchiesta, approdata sul tavolo del sostituto procuratore Maria Rita Pantani. Mentre la bambina, per ovvie ragioni, è stata allontanata dalla famiglia e trasferita in una casa famiglia in attesa che si faccia piena luce su una vicenda tanto delicata.

Siamo ancora in fase di indagini preliminari, ma ieri mattina le parti sono comparse davanti al giudice, Luca Ramponi, per la nomina del perito, la dottoressa Katia Guidetti, che dovrà ascoltare la piccola in incidente probatorio e valutare dunque la sua attendibilità.

Il padre – un uomo poco più che 40enne, operaio, difeso dall’avvocato Ernesto D’Andrea – intanto si difende e nega ogni addebito. Sostenuto anche dalla moglie, che non crede a quell’accusa terribile, convinta che tra padre e figlia ci siano rapporti buonissimi e soprattutto normali. E i due, tra l’altro, passavano molte ore insieme perché i turni diversi di lavoro dei genitori facevano sì che, di pomeriggio, spesso fosse proprio il padre ad occuparsi della bambina, mentre la mamma era al lavoro.



L’esito della perizia arriverà a metà dicembre. Per l’inchiesta sarà la svolta: a quel punto si capirà in che direzione andrà l’ennesima indagine che emerge in terra reggiana in cui si parla di violenza nei confronti dei bambini. Maturata nell’ambiente che dovrebbe proteggerli da tutto. —



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