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«Ricordo ogni minuto e mi stupisce la freddezza con la quale ho reagito»

AM.P.
«Ricordo ogni minuto e mi stupisce la freddezza con la quale ho reagito»

Fabiana Costi è stata la protagonista di una vera e propria impresa praticando la manovra cardio-polmonare che ha salvato il ragazzo

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MONTECCHIO. «Ricordo perfettamente ogni minuto di quel giorno d’ottobre. Quello che mi ha impressionato, e stupito me per prima, è la freddezza con la quale ho reagito: ero convinta, quando ho frequentato il corso di pronto soccorso, che non sarei mai stata in grado di mettere in pratica quelle nozioni. Invece ho agito in automatico: ho sentito il battito, che mancava, ho girato Lorenzo, gli ho alzato la testa e ho cominciato a praticare la manovra cardio-polmonare. Il merito non è solo mio, ma dei sanitari, che hanno fatto un capolavoro, e di Lorenzo, che è stato un guerriero». Così Fabiana Costi, ex insegnante dell’istituto Silvio D’Arzo di Montecchio, ieri in occasione del premio ha rievocato l’impresa che ne ha fatto un’eroina.

Fabiana non insegna più a Montecchio: in quanto precaria, l’anno scorso al D’Arzo (e in parecchie altre scuole) ha svolto due supplenze, mentre quest’anno è in attesa di assegnazione dell’incarico. Nel frattempo la sua carriera nel calcio femminile – iniziata alla Fiorentina, poi al Sassuolo, passando per la nazionale italiana e approdando alla serie A – ha avuto una svolta: ora vive a Milano, dove milita nell’Inter.

Non inganni l’aspetto: questa trentenne esile e minuta ha una volontà di ferro indispensabile per farsi strada in un settore, quello del calcio femminile, che è ancora una roccaforte maschia.

È figlia del suo tempo, Fabiana. Femminista, «ma il termine non mi piace – chiarisce – per me uomo e donna si compensano, diciamo che in alcuni campi le donne devono sudare diecimila camicie».

Seguire la passione e farne una professione è la sua fede («qualsiasi passione va sviluppata e seguita, basta crederci, impegnarsi e i risultati arriveranno»).

Fabiana ha messo in conto che seguire il proprio sogno può non bastare per vivere e, siccome per età anagrafica questi saranno i suoi ultimi anni da calciatrice, ha pensato per tempo al dopo, con la scelta di lasciare la Fiorentina per tornare all’Università («l’insegnamento è sempre stato nel mio orizzonte, fin da quando allenavo i bambini a calcio»).

È legata sentimentalmente e sogna una famiglia, ma non subito («sono in crisi, non è un bel periodo dal punto di vista personale, diciamo che appena le partite di campionato lo consentono torno a casa»). —

AM.P.

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