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lotta alla ’ndrangheta 

Sorveglianza speciale per Alfonso Bonaccio

REGGIO EMILIA Tre anni di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, per la stessa durata, nel Comune di residenza, vale a dire Reggiolo. È quanto ha deciso il Tribunale di Reggio, accogliendo...

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REGGIO EMILIA

Tre anni di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, per la stessa durata, nel Comune di residenza, vale a dire Reggiolo. È quanto ha deciso il Tribunale di Reggio, accogliendo in pieno la pesante richiesta avanzata nell’aprile scorso dalla Dda di Bologna nei confronti di Alfonso Bonaccio, 40 anni, originario di Cutro e coinvolto in “Pesci”, il maxiprocesso contro la ‘ndrangheta al nord parallelo ad Aemilia a Reggio e a Kyterion a Crotone. In “Pesci” a tirare in ballo Bonaccio, detto Fruntz, con il ruolo di reinvestitore degli incassi della cosca Grande Aracri è stato Paolo Signifredi, il “contabile” del boss ora collaboratore di giustizia e vittima di un pestaggio, oltreché accusatore di Massimo Ciancimino e numerosi altri nel processo sulla frode dell’acciaio. I magistrati della Dda ritengono Bonaccio una figura tutt’altro che marginale e i giudici reggiani – il collegio presieduto dal dottor Simone Medioli, all’epoca a latere Sarah Iusto e Alessandra Cardarelli –, che in un primo tempo si erano riservati, dopo alcune udienze hanno sancito la “pericolosità sociale” dell’imprenditore edile. Una tesi che la difesa, l’avvocato Maurizio Toscano del Foro di Torre Annunziata, aveva tentato di confutare, dipingendo Bonaccio – nel 2016 assolto con formula piena dalla Corte d’Appello di Napoli dall’accusa di associazione a delinquere per una vicenda di droga – come un soggetto non affiliato e sottolineando che la sorveglianza speciale, per il 40enne in precedenza in libertà e che ha ricominciato con una società che si occupa di idrosanitari, ne avrebbe compromesso la regolare attività lavorativa. Anche per questo motivo la difesa annuncia battaglia: il legale ha impugnato l’atto e il ricorso verrà discusso entro fine mese innanzi alla prima sezione della Corte d’Appello di Bologna. —

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