Gazzetta di Reggio

Reggio

CAMBIO AL VERTICE DELL’ARMA 

«Al lavoro per dare senso di sicurezza ai cittadini reggiani»

Ambra Prati
«Al lavoro per dare senso di sicurezza ai cittadini reggiani»

Si è insediato a Reggio il nuovo comandante dei carabinieri Il colonnello Cristiano Desideri arriva da Torino e ha 50 anni 

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REGGIO EMILIA

«L’esigenza generale, anche a Reggio Emilia, è quella di trasformare la sensazione di sicurezza percepita dai cittadini in un dato reale. Questo è e rimane l’impegno prioritario dell’Arma, che prescinde dai comandanti e che sarà portato avanti a servizio della comunità».

Così si è presentato ieri, nel suo primo giorno di insediamento in corso Cairoli, il colonnello Cristiano Desideri, 50 anni, subentrato ad Antonino Buda alla guida del comando provinciale carabinieri di Reggio Emilia.

Di origini venete (è nato a Bassano del Grappa), con un bagaglio di studi di peso alle spalle (due lauree, in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna, più due master, uno dei quali in “Scienze criminologiche e contrasto alle organizzazioni criminali”), il neo colonnello ha un aspetto giovanile ed esperienze sul campo all’estero: dal 2000 al 2001 ha partecipato alla missione Sfor in Bosnia Erzegovina, per tre anni in Sardegna alla guida della Compagnia carabinieri di Sassari, per poi assumere per quattro anni la direzione della Compagnia di Trastevere a Roma. L’ultimo incarico a Torino, al comando del Primo reggimento Piemonte, che ha retto fino all’altro ieri. Un curriculum che potrebbe agevolare il colonnello nella lotta alla ’ndrangheta, visto che il suo arrivo coincide con le battute finali del maxiprocesso Aemilia.

«Ho già avuto modo, in Piemonte, di confrontarmi con la mafia calabrese e con la prevenzione del terrorismo. Di certo a Reggio su questo fronte è stato fatto un lavoro eccellente. Ma non si confonda il piano della criminalità organizzata con l’impegno quotidiano contro la criminalità comune e predatoria», ha dichiarato Desideri. La sua prima impressione, passeggiando in centro, è stata quella di «una città dinamica, con un polo universitario importante e una interessante cultura dell’integrazione. Una società mutevole e un territorio sensibile, che presenta problematiche simili ad altri agglomerati urbani». A breve l’incontro con gli uomini delle oltre 40 caserme della provincia, «per impadronirmi delle differenti peculiarità dei presidi». —



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