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Bambino avvicinato, è allarme. I carabinieri: non risulta nulla

Adriano Arati
Bambino avvicinato, è allarme. I carabinieri: non risulta nulla

Una coppia a bordo di un’auto fa un gesto ad un ragazzino, che fugge. Molte condivisioni su Fb. Ma l’Arma non esclude la  denuncia per procurato allarme

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VIANO. Sta ottenendo grande visibilità e diffusione su internet una vicenda ancora tutta da chiarire, avvenuta nel pomeriggio di lunedì a Viano, nel centro del capoluogo. Attorno alle 18.30 un ragazzino che vive in uno dei condomini della zona è uscito di casa per portare un sacchetto di rifiuti domestici al cassonetto.

Mentre rientrava, un’automobile, una famigliare rossa, ha rallentato e le due persone a bordo avrebbero rivolto un gesto al bambino. Il piccolo si è allontanato piuttosto agitato e, una volta tornato nella propria abitazione, ha parlato dell’accaduto ai genitori, spiegando che sulla macchina si trovavano un uomo e una donna. I genitori si sono ovviamente preoccupati e hanno cercato di capire cosa fosse successo, vedendo il figlio scosso.

La dinamica, secondo le verifiche poi fatte dai carabinieri della tenenza di Scandiano, non è chiarissima, soprattutto per quanto riguarda il comportamento delle persone a bordo dell’auto. Non è da escludere che si siano fermate magari per chiedere informazioni, ad esempio, e che la manovra sia risultata minacciosa per il ragazzino, comprensibilmente spaventato. Ma c’è anche chi ha interpretato quel gesto come un invito a salire in auto.

La notizia ha fatto rapidamente il giro di Viano, prima sui gruppi Whatsapp dedicati al controllo di vicinato, creati nel territorio del paese collinare negli anni scorsi dopo l’aumento dei furti nelle case, poi su Facebook, con il racconto sommario della vicenda unito ad una foto scattata da lontano all’automobile rossa.

Qui è scoppiata la scintilla: il post pubblicato è stato commentato da tantissimi utenti e soprattutto condiviso da molti iscritti sul proprio profilo e in varie pagine, generando tanti commenti arrabbiati. Ieri sera le condivisioni erano quasi tremila. Ad ora però non vi è alcuna conferma che vi sia stato un atto illecito. I controlli dei carabinieri non hanno dato alcun risultato in questo senso. Anzi, i militari non escludono anche una denuncia per procurato allarme, vista l’enorme diffusione del fatto. —


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